Ven. Feb 3rd, 2023

ROMA –A leggere le numerose pagine di cronaca che vedono docenti aggrediti dai propri allievi, viene da dire che la nuova leva di genitori non ha saputo educare i propri figli. Quello che succede ai danni di un docente, di sicuro succede anche all’interno della famiglia stessa. Evidentemente nemmeno uno dei genitori può alzare la voce verso il figlio che può essere aggredito dallo stesso. Bisogna fare sempre una netta distinzione, e dire che non tutti i ragazzi d’oggi sono uguali. Quelli che commettono una mancanza di rispetto nei confronti di un docente evidentemente è stato educato a non avere rispetto per le persone e le cose.

Ai nostri tempi era impensabile una cosa del genere. Quando un professore ci richiamava ci mettevamo la coda tra le gambe, e zitti zitti si tornava a casa con la speranza che i nostri genitori non venissero a sapere mai del richiamo. Guai se lo sapevano, erano capaci di venire a scuola e dicevano al professore: “Prufssò a cussì sfa” ed erano schiaffi e calci davanti ai compagni di classe, ma li prendevamo noi, e non certamente il professore o un dirigente. E dopo rimarcavano la dose: “Professore, la prossima volta riempitelo di schiaffi e calci se non vi rispetta, mi raccomando quelli forti”. E noi siamo venuti su forti e rispettosi. Per noi il professore era un sacramento, proprio perché per i nostri genitori era una figura a cui portare massimo rispetto. Non ci era consentito la mancanza di rispetto a chi ci stava insegnando la cultura. Come non ci era consentito mancare di rispetto ad un anziano o una donna. In parole povere: dovevamo avere rispetto per tutti e tutto, altrimenti erano schiaffi e calci, e i nostri genitori non scherzavano.

È chiaro che anche nel mondo dei docenti qualcosa non ha funzionato, sono una minoranza, ma le mele marce stanno anche nel mondo della scuola che, per primi, hanno atteggiamenti poco rispettosi nei confronti degli allievi. Ma ripeto, sono pochi, e forse sono quella minoranza di docenti che hanno gli stessi problemi dei genitori degli allievi.

Anche il mondo della scuola deve cambiare qualcosa. Il protocollo dei programmi va pure bene, ma al suo interno devono essere inserite ore di buona educazione. Ai giovani deve essere insegnato un nuovo modo di comportarsi che deve essere incentrato sul rispetto nei confronti delle persone e delle cose.