Ven. Ago 19th, 2022

CESA-Nelle prime ore della mattinata odierna, nelle province di Caserta, Napoli, Latina, Parma e Sassari, i carabinieri del Reparto Territoriale di Aversa stanno dando esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 8 indagati, ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsione tentata e consumata, lesioni personali  e porto di armi, tutti con l’aggravante del metodo mafioso.

In particolare, le indagini hanno consentito, tra l’altro, di acclarare negli anni dal 2008 al 2012, numerosi episodi di estorsione, tentati e consumati, perpetrati dagli indagati nei confronti di imprenditori del settore edile e commercianti dell’agro aversano.

L’indagine, condotta attraverso attività tecniche e dinamiche, come ritenuto dal gip nell’ordinanza di custodia cautelare, consentiva di: -attribuire i ruoli dei singoli affiliati all’interno dell’associazione camorristica del clan dei casalesi –clan Caterino-Ferriero, referenti del territorio per il comune di Cesa.

_fare luce su numerosi episodi di estorsione aggravata, perpetrati in danno di diversi operatori economici (imprenditori e commercianti). Le estorsioni accertate, tentate e consumate, che consistevano, a seconda dei casi, nella richiesta o nella dazione di somme di denaro fino all’importo singolo di 100.000. euro, abbracciano un periodo compreso tra la fine del 2005 e l’aprile del 2014. Le indagini permettevano di ricostruire, a ritroso, episodi estorsivi dapprima non denunciati dalle parti offese, ma in seguito da queste confermate di fronte alla evidenze raccolte dalla polizia giudiziaria. Di grande importanza per la ricostruzione degli episodi estorsivi, le dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia ed alcune captazioni ambientali, effettuate all’interno dell’autovettura blindata di uno degli indagati, utilizzata per commettere i reati contestati.

In particolare, come evidenziato dal gip, le attività investigative, dapprima focalizzate sul pregiudicato di Cesa, Caterino Nicola, storico referente locale del clan dei casalesi. Fazione Bidognetti dai tempi del processo spartacus nel settore delle estorsioni, a seguire coinvolgevano altri individui a quest’ultimo collegati, permettendo, tra l’altro, di evidenziare la figura di Ferriero Michele, fratello di Cesario, ucciso il 25 dicembre 2007, che con altri pregiudicati, vessavano gli imprenditori della zona ( in particolare nel territorio del comune di Cesa), sottoponendoli a pressanti richieste di denaro, specialmente in prossimità della feste di Paqua, Ferragosto e Natale. Di rilievo, l’episodio occorso in danno di due imprenditori edili, i quali nel corso di una richiesta estorsiva venivano selvaggiamente percorsi e feriti mediante l’utilizzo di un coltello e sotto la minaccia di armi da fuoco.

Gravemente indiziato per questi ultimi delitti è risultato anche Cristoforo Antonio, già condannato con sentenza irrevocabile per estorsioni aggravate dal metodo camorristico, commesse anche intimidendo le vittime con armi ed animali pericolosi, il quale, scarcerato nel mese di marzo dopo l’espiazione della pena, in un solo mese si è reso responsabile di diversi episodi estorsivi, venendo sottoposto a fermo di PG nel 2014 in relazione ad uno di essi. Grazie alle indagini in questo procedimento si è fatta piena luce sulle ulteriori condotte del Cristoforo e sul ruolo di temutissimo “capozona” per il clan dei casalesi in vari comuni del comprensorio atellano.

CUSTODIA IN CARCERE:

Caterino Amedeo, Caterino Nicola, Caterino Pietro Paolo, Cristofaro Antonio, Di giorgio Vittorio, Ferriero Michele, Varriale Giancarlo.

AI DOMICILIARI:

Lettera Orazio.