Dom. Dic 4th, 2022

Autunno 1951. Roma , Salone Margherita . A poche ore dal debutto della rivista “Votate per Venere” , interpretata dal comico Erminio Macario , la soubrette Lauretta Masiero si prepara nel suo camerino , assistita dalla  sarta Rachele. “A’ Laurè , ecco er vestito , è bello eh ? …’sta stoffa è seta , sa ? , mica lana mortaccina! …e le conchiglie ? , so’ vere pure quelle, mica so’ cocce qualsiasi !…” , la rassicura l’assistente. “Grazie Rachele !, visto che siete così gentile vi chiederei la cortesia di aiutarmi a indossarlo , ho la necessità di far presto! …Prima dello spettacolo verrà a trovarmi l’ambasciatore degli Stati Uniti e devo  essere pronta!” , spiega concitata la Masiero. “A’ Laurè , nun te preoccupà ,mò ce penso io , in due famo prima!…Piuttosto , dimme ‘na cosa , ma ‘st’ambasciatore che vuole da te , c’avrà mica brutte intenzioni? …No , perchè se no io nun me ne vado ,  resto qua co’ te!”, propone la sarta. “Rachele , cosa dite ? , è solo un ammiratore !…” , la tranquillizza la soubrette . “Se, se , se fa presto a dire ammiratore !…comunque , ‘sto vestito te sta proprio bene cocca , sembri ‘na vera dea!” , constata la donna , mentre l’attrice , osservandosi allo specchio , fa un giro su se stessa. “Aaaaaah , Rachele , guardate! …” , urla d’un tratto la Masiero . “A’ Laurè e che te strilli così ? …” , domanda la sarta. “Non lo vedete ?  ,  all’altezza della schiena c’è un buco! …Ora che faccio ? , tra pochi minuti arriverà l’ambasciatore e io non posso  presentarmi così!…” , si dispera l’artista. “Io proprio non capisco come sia potuto succedere …  ieri sera , l’ho piegato e l’ho messo nell’armadio e t’assicuro che ‘sto buco non c’era , non c’era !…” , si discolpa la sarta. “Lo so ,Rachele ! …questo deve essere il dispetto di una ballerina di fila !…guardate , guardate il foro : è stato fatto con delle forbici ; si vede , si vede benissimo!”, afferma la Masiero tra le lacrime. “A’ Laurè , nun piangere , asciuga gli occhioni , non glie devi dà soddisfazione !…Mò ce pensa Rachele tua a sistemarti il vestito e vedrai che nun se ne accorgerà nessuno , nemmeno l’ambasciatore!” , promette la sarta. Poi , convinta l’attrice a spogliarsi e a consegnarle l’abito ,   cuce il foro con un’ abilità tale da rendere invisibile il rammendo. La Masiero , dapprima scoraggiata, indossato nuovamente il vestito e , constatatane  la riparazione ,  sorride , tessendo le lodi dell’assistente   : “Brava Rachele , il vostro lavoro è perfetto , come se il foro non fosse mai esistito!” . “A’ Laurè , certo che sei proprio strana !…” , esclama la sarta , aggiungendo : “Fino a qualche minuto fa piangevi come un vitello appena nato e ora c’hai ‘sto sorriso …sai che me sembri ? , ‘na farfalla matta!” .

” Lauretta Masiero ? , una stella del varietà italiano”. Così i critici erano soliti definire la soubrette-attrice. Nata a Venezia il 25 ottobre del 1927 , studiò danza fin da bambina e come ballerina esordì nel teatro di rivista a soli diciotto anni . Capelli biondo platino e belle gambe , fra la fine degli anni Quaranta e la metà dei Cinquanta , fu la “prima donna” di numerosi spettacoli di Erminio Macario (“Follie di Amleto”e “Votate per Venere”), Ugo Tognazzi (“Paradiso per tutti”) e Walter Chiari (“Amore biondo”) . Scoperta come attrice da Garinei e Giovannini , che nel 1952 le affidarono un ruolo brillante nella commedia musicale interpretata da Renato Rascel “Attanasio cavallo vanesio”, si cimentò con il repertorio drammatico, essendo entrata a far parte delle compagnie Lionello-Pagnani-Volonghi-Foà. Caratterista sul grande schermo , nel ventennio Cinquanta-Sessanta interpretò le commedie : “Canzoni di mezzo secolo” di Domenico Paolella , “Siamo tutti milanesi” di Mario Landi , “Accadde al commissariato”di Giorgio Simonelli , “Totò a Parigi” di Camillo Mastrocinque , “Ferragosto in bikini” e “Sua Eccellenza si fermò a mangiare”  di Marino Girolami . Condotto con successo il varietà  del primo canale Rai “Canzonissima” , fra il 1965 e il 1966 fu protagonista  dello sceneggiato “Le avventure di Laura Storm” , prima investigatrice in gonnella della televisione italiana .  Divenuta madre di Gianluca , avuto dall’attore-cantante Johnny Dorelli , a partire dal 1970  e per tutti gli anni Ottanta e Novanta si  dedicò esclusivamente al palcoscenico ,  recitando in commedie brillanti (“E tu che fai qui?” , “La vedova scaltra” , “La signora dorme sempre a sinistra”, “La cameriera brillante” , “Eva contro Eva” e “A piedi nudi nel parco” ) e in testi impegnati  ( “Ma non è una cosa seria” e “La signora Morli uno e due” di Luigi Pirandello e le “Sorelle Materassi” di Aldo Palazzeschi) . Preso parte alla pellicola di Ettore Scola “Il viaggio di Capitan Fracassa” , nel 2000 calcò le scene per l’ultima volta con la pièce “Bella figlia dell’amore” . Ammalatasi di alzheimer , scomparve in una clinica romana il 23 marzo del 2010 , all’età di ottantadue anni. Di lei aveva scritto nel 1959 il giornalista Giovanni Testori : “E’ una specie di farfalla matta , capace delle cose più straordinarie , di farti rotolar dal ridere , quando tira fuori la voce all’americana o di farti piangere , quando tira fuori il sentimento” .