Mar. Ago 9th, 2022

Ormai sono talmente palesi gli atteggiamenti di una parte arbitrale, che ormai anche il più incallito dei tifosi inizia a essere disgustato da questo calcio italiano malato. Ci sono errori su errori che penalizzano le piccole squadre di calcio favorendo una élite calcistica che ormai ha fatto perdere il gusto di guardare una partita di calcio.

Il nostra campionato non stimola più. Non è più quello di un tempo. Il calcio di un tempo era agonismo e dava grosse soddisfazioni. Il calcio di oggi è solo soldi su soldi. I calciatori non hanno più l’attaccamento alla maglia, ma sono solo attaccati ai soldi. I presidenti non hanno più l’interesse di vincere ma solo quello di guadagnare. Le Pay TV devono fare abbonamenti per guadagnare quanti più soldoni possibili. Alla fine non c’è più rispetto per i tifosi che vorrebbero gioire e piangere intorno alla propria squadra del cuore onestamente.

Koulibaly, cacciato da Mazzoleni a 10′ dal termine per doppia ammonizione dopo un applauso che il direttore di gara ha creduto rivolto a lui, ma che da casa Napoli sostengono fosse rivolto al pubblico di San Siro, che stava fischiando il difensore senegalese. Cori razzisti contro il calciatore del Napoli si sono uditi  durante tutto l’incontro. Nessuno ha fermato il gioco, non si sono fermati nemmeno i calciatori di colore della squadra interista che dovevano sentirsi risentiti per quello che stava succedendo a un loro collega di colore. L’arbitro Mazzolei non ha fermato la partita, niente, tutto normale.

Qualche minuto dopo la fine del match lo stesso Koulibaly ha voluto rendere pubblico il proprio pensiero con un post su Instagram: “Mi dispiace la sconfitta e sopratutto avere lasciato i miei fratelli! – ha scritto – Però sono orgoglioso del colore della mia pelle. Di essere francese, senegalese, napoletano: uomo”.

Gli unici che non sono uomini sono quella parte di tifosi interesiti che hanno intonato i cori razzisti, non sono uomini chi doveva fermare l’incontro, non sono uomini chi continua a fare andare avanti questo calcio italiano malato, moribondo, che toglie la gioia di tifare, e che è destinato a fallire del tutto se si continua con questa ipocrita gestione.