Mer. Feb 8th, 2023

ROMA- Gli italiani devono fare molta attenzione, perché la vecchia politica non esiste più e la nuova è solamente un servizio non indirizzato ai cittadini ma ai poteri forti. Basta aprire gli occhi e capire che ogni volta c’è una campagna elettorale, in qualsiasi parte del mondo, oppure c’è una decisione lontano dagli schemi e valori di questi poteri nascosti, essi entrano in gioco e tentano di massacrare chi la pensa diversamente da loro. È già successo in Gran Bretagna per la Brexit e negli Stati Uniti per l’elezione di Trump. Anche da noi le élite usano lo sbrigativo anatema del “populismo” per delegittimare e silenziare il malessere del popolo. Da noi il “massacro sociale” è venuto attraverso l’ Euro e dell’ Unione Europea (che poi è una Super Germania).

In virtù dei tanti malesseri anche il popolo italiano sta cercando di reagire, quindi in questa campagna elettorale si registra il massacro nei confronti di chi la pensa diversamente ed è distante da certi meccanismi. Gli italiani hanno già perso gran parte della loro sovranità popolare, questo ha determinato un potere a favore proprio di chi ha voluto l’Europa e la difende pur essendo indifendibile.

In Italia negli ultimi anni c’è stato un declassamento sociale che ha portato inevitabilmente a una povertà diffusa. Questo fenomeno di povertà è molto avvertito dai cittadini, anche perché davanti non hanno soluzioni per difendersi dagli attacchi da parte dello stato. Al ceto medio è stato massacrato dalla crisi economica e del lavoro. Il “massacro sociale” da parte dei governi ha determinato quella forte sensazione di disprezzo nei confronti delle classi dirigenti, colpevoli di aver tutelato l’Europa e dimenticato il popolo. Dall’altra parte c’è il potere politico che si ostina a non vedere il disastro di questi venti anni “europei”. Continua a difendere un sistema di potere europeo che ha le stesse sembianze della tragia consumata dalla seconda guerra mondiale. Un’Europa che è contro le fasce deboli e pensa solo ai sistemi bancari e finanziari, così si registra che la media annua della crescita economica dal 2000 ad oggi è zero, la produzione industriale è crollata di circa 20 punti percentuali, migliaia di imprese chiuse, abbiamo il 35 per cento di disoccupazione giovanile, due milioni di italiani che guadagnano meno del minimo salariale e tre milioni a nero,i “poveri assoluti” sono aumentati a dismisura e oggi viaggiano sopra i 5 milioni, ma altri cinque milioni di italiani sono poveri relativi. Come ha registrato la Cgia di Mestre, i nuovi poveri: il 25,8%  delle famiglie con un reddito da partita Iva sono i nuovi poveri e sono sprofondati sotto il livello di povertà.

Ma i politici dei partiti italiani, nonostante questi numeri, continuano a ostinarsi a difendere l’Euro come il bene per tutti. L’Euro è un grande male che va estirpato. Tutta l’ area euro è stata danneggiata dalla “follia” della moneta unica e dei Trattati di Maastricht. Dopo l’euro il Pil è precipitato in tutti i paesi che hanno aderito all’euro, si salvano solo quelli che non hanno voluto saperne dell’euro, e si sono salvati. C’è stato un crollo verticale collettivo determinando il dramma che vive oggi l’Italia e tutta l’Europa. Il risultato che gli italiani hanno capito che prima dell’euro stavano bene, e dopo sono crollati scivolando lentamente verso la povertà. Il paese stava meglio venti anni, quando con uno stipendio di due milioni al mese delle vecchie lire hanno costruito beni per le famiglie. Con la venuta dell’euro questi beni sono stati decurtati dal potere politico che ha pure pignorato i poveracci finiti in miseria. In Italia è evidente che vent’ anni fa, economicamente, si stava meglio, perché il reddito pro capite degli italiani è crollato del 23 per cento nel periodo che va dal 1999 a oggi.Venti anni fa, nel 1996 il Pil pro capite dell’ Italia era superiore a quello della Germania (26.509 euro contro 25.107 euro), grazie all’euro la Germania ha portato il Pil procapite a 34.484 euro. Quindi l’unica che ha beneficiato dell’euro, e lo sapeva già, è stata la Germania.

Un altro dato su cui gli italiani stanno riflettendo è lo spalancamento delle frontiere a masse enormi di migranti e i governi hanno orientato la spesa pubblica più verso l’ accoglienza degli immigrati, oltre alla tutela dei gruppi bancari e finanziari, che verso i cittadini. Cittadini che stanno pagando queste politiche con forti imposizioni sugli immobili e sui redditi. Ormai tutto è nelle mani dei fondi d’investimento e fondi sovrani che condizionano il destino di governi nazionali regolarmente eletti e la stabilità stessa di interi Stati. Se non si inverte velocemente la rotta, con le tante regole che ha in mente l’Europa, il popolo italiano non avrà più neanche gli occhi per piangere.