Mer. Lug 6th, 2022

La Polizia di Stato di Campobasso ha concluso un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica del capoluogo molisano e supportata dal Servizio Centrale Operativo (SCO). L’attività ha visto impegnati oltre 150 agenti ed ha interessato la città e la Provincia di Campobasso nonché le Province di Foggia, Isernia, Caserta, Chieti, Roma e Bologna con l’esecuzione 5 misure cautelari, di cui 3 di custodia cautelare in carcere e 2 di divieto di dimora in Molise. Sono state eseguite oltre 70 perquisizioni personali e domiciliari. E che ha visto indagate, a vario titolo, per reati in materia di stupefacenti 19 soggetti. L’operazione denominata in codice “Pinocchio”, dall’appellativo attribuito dagli acquirenti di droga ad uno dei “protagonisti” dello spaccio, condotta dalla Squadra Mobile della Questura di Campobasso, ha consentito di disarticolare in circa sei mesi di indagine il flusso di stupefacente del tipo cocaina, crack, eroina, hashish, marijuana e metadone proveniente dalle limitrofe province di Foggia, Napoli e Caserta. Nel corso dell’indagine sono stati identificati circa 250 consumatori di stupefacenti, documentando circa 1.700 cessioni di sostanza; circa 3mila le dosi di stupefacente sequestrate del tipo cocaina, crack, eroina, hashish, marijuana e metadone e circa 7mila le cessioni rilevate sia con attività investigativa tradizionale che con attività tecnica di intercettazione. Sequestrati, inoltre, circa 10mila euro in contanti più svariate carte di credito e postepay ricaricabili utilizzate per il pagamento della droga. Le fasi finali dell’esecuzione delle misure e delle perquisizioni hanno interessato le Province di Campobasso, Foggia, Isernia, Caserta, Chieti, Roma e Bologna, coinvolgendo oltre alle Squadre Mobili di quei capoluoghi di Provincia, anche poliziotti delle Squadre Mobili di Napoli, Salerno, Benevento, Bari, Avellino,  Frosinone, Latina,  Bologna e Potenza nonché il personale dei  Reparti Prevenzione Crimine di Napoli e Roma, del Commissariato di P.S. di Civitavecchia, impegnando nella sola Provincia di Campobasso 146 agenti, 3 squadre cinofile della Questura di Pescara con il supporto di un elicottero della Polizia di Stato del Reparto volo di Bari.  Per la prima volta nella Città e Provincia di Campobasso sono stati sottoposti a perquisizione personale e domiciliare 49 assidui assuntori di stupefacente, soggetti che pur non sottoposti ad indagine, intrattenevano rapporti con gli indagati per l’acquisto della droga. L’attività di indagine ha tratto origine da diverse segnalazioni di cittadini residenti a Campobasso, nel Quartiere “Venezia”, esasperati per la presenza di numerosi soggetti che si recavano in un appartamento, base operativa dello smercio di droga, inizialmente gestita da una coppia, colpita da ordinanza di custodia cautelare in carcere. Un quartiere battezzato – a seguito dei numerosi servizi di appostamento operati dalla Polizia – come la nuova “Scampia” campobassana, con “vedette” pronte a segnalare ai protagonisti dello spaccio, ogni accesso nella strada di personale in divisa.

La coppia si approvvigionava nelle Province di Napoli, Foggia e Caserta di stupefacente destinato allo spaccio, in quantità non elevate, ma con ciclicità tale da poter rifornire costantemente il “market” della droga, un vero e proprio bazar dove si pesava, confezionava, si consumava, si faceva credito, si otteneva merce rubata da alcuni sodali del gruppo e dove i fornitori si avvicendavano esponendo e contrattando la merce, per qualità e prezzo, differenziandola da quella presente sul mercato per “fidelizzare” la clientela. I due soggetti ad un certo punto si sono separati, dando vita ognuno alla propria “piazza di spaccio”. La donna inizialmente ha continuato a mantenere attivo il market in quell’appartamento, poi, incalzata dai controlli della Polizia, ha deciso di attivare uno spaccio itinerante a Campobasso. Altrettanto ha fatto l’uomo, associandosi dapprima ad un altro degli indagati per svolgere attività di spaccio in un paese limitrofo a Campobasso e poi “espandendosi” anche nel Capoluogo.  Nel corso dei mesi, poi, era frequente trovare basi logistiche dello spaccio in alberghi e B&B, sempre per tentare di eludere le investigazioni della Polizia.  Inoltre l’uomo non disdegnava di portare con sé più volte al Parco Verde di Caivano, anche in orario serale e notturno, il figlio di due anni per rifornirsi di stupefacente e cercare di utilizzare il bambino come “scudo” per eventuali controlli della Polizia. Proprio su segnalazione della Polizia, la Procura per i Minorenni di Campobasso ha richiesto e ottenuto dal Tribunale per i Minorenni di Campobasso l’urgente collocamento del bambino in una struttura protetta. Il gruppo criminale smantellato con l’operazione “PINOCCHIO” era ben strutturato ed ognuno dei componenti aveva un  preciso ruolo: alla coppia a fasi alterne, si affiancava una serie di soggetti tutti ben inseriti nel mondo dello spaccio di stupefacenti. Alcuni di loro si procacciavano i soldi per l’acquisto di droga commettendo furti in abitazioni, chiese, negozi, cantieri e rubando auto che utilizzavano per i viaggi verso le città di rifornimento della droga. In un paio di casi, taluni esponenti del gruppo, non disdegnavano di “rubare” al compagno in “affari” lo stupefacente, sia per farne uso personale che per piazzarlo sul mercato in modo autonomo. Taluni, con la complicità di commercianti locali, si facevano monetizzare  per l’acquisto della droga, i soldi della card del reddito si cittadinanza, truffando il fisco. Due soggetti sono risultati essere i fornitori di droga della “piazza” di Campobasso, dalla Provincia di Foggia e da quella di Napoli, mentre, una 22enne campobassana, aveva un suo specifico settore di alienazione di stupefacenti. Nella presente attività investigativa, sono state ricostruite le condotte dei singoli componenti ed i compiti che ognuno di essi svolgeva: i soggetti che, in qualità di ideatori, fornivano il denaro necessario all’acquisto della droga e mantenevano i contatti per l’approvvigionamento delle sostanze stupefacenti; coloro che si occupavano del taglio e confezionamento dello stupefacente da vendere; i rifornitori, che con viaggi frequenti trasportavano le sostanze nella base logistica di Campobasso dalla provincia di Foggia e dalla limitrofa Regione Campania.

L’attività investigativa così svolta, si inserisce nel contesto delle linee di intervento che la Polizia di Stato, coordinata dalla Procura della Repubblica di Campobasso,  ha messo in atto per contrastare la diffusione e lo spaccio delle sostanze stupefacenti, fattore di moltiplicazione di condotte delittuose e motivo di attrazione della criminalità organizzata sul territorio molisano.