Mar. Ago 9th, 2022

ROMA- Una campagna elettorale sotto tono. Tutti i candidati sindaci e i candidati ai consigli comunali stanno usando facebook o altri social per interagire con l’elettorato. Una domanda che non riceve risposta. Il gioco è semplice: ognuno pubblica sui propri profili, i mi piace arrivano, ma sono fini a se stessi, poiché se non c’è condivisione la domanda rimane inascoltata. Ed è quello che sta succedendo, perché ad interagire sono solo gli amici del candidato, per il resto, il messaggio non arriva oltre.

Infatti c’è molto silenzio su questa campagna elettorale. Da un lato i giornali, non tutti, dovrebbero rispettare le regole della par condicio, che sono molto chiare: se si parla di un candidato bisogna poi parlare di tutti. E nei 25 giorni prima del voto non si possono lanciare sondaggi, e si può parlare soltanto delle attività dei comizi di tutte le liste in gioco. Un regolamento che crea molti disagi ai giornali che, molti, hanno deciso di far calare il silenzio sulla campagna elettorale, sperando che la legge sia modificata.

Chiaramente non tutti lo stanno facendo, ma va bene lo stesso, costruire grandi giornali e grandi giornalisti, richiede molto tempo. Al momento ha fallito sia la legge sulla par condicio sia l’attività elettorale sui social. La campagna elettorale si sta trasformando in un silenzioso percorso verso il voto. I tempi delle campagne elettorali entusiasmanti sono esaurite, complice anche la disaffezione dei cittadini nauseati da politici che alla fine portano in palcoscenico sempre le stesse offerte, ma mai un cambiamento sostanziale fatto di proposte fattibili e strumenti efficaci per eliminare lo stato di angoscia dei cittadini elettori.