Dom. Lug 3rd, 2022

I califfi europei stanno sempre a bacchettare l’Italia come se fosse il loro giocattolo, senza conoscere nemmeno una delle difficoltà del bel paese. Ora la UE dice che al sud c’è troppo lavoro nero. Forse si dovrebbe dire menomale, perché è l’unico esistente, perché al sud il lavoro non c’è e non c’è mai stato.

Per l’Ue c’è troppo lavoro nero, pochi investimenti e infrastrutture carenti. Hanno fatto la scoperta dell’acqua calda: è dal dopoguerra che è così nel meridione.

La Commissione europea rileva che “il lavoro sommerso è diffuso in Italia, in particolare nelle regioni meridionali”. Bruxelles cita i dati Istat, secondo cui l’economia non osservata (sommerso economico e attività illegali) nel 2016 rappresentava circa 210 miliardi di euro (12,4% del Pil). Di questi, circa il 37,2% è imputabile al lavoro sommerso. A questo si aggiunge che “resta limitata, in particolare nell’Italia meridionale, l’adozione da parte delle imprese più piccole di strategie volte ad aumentare la produttività, quali l’innovazione dei prodotti, dei processi e dell’organizzazione”.

Le solite cazzate che si inventano in Europa. Sì, perché non conosco il tessuto sociale del meridione. È bello parale da dentro un ufficio di Bruxelles, altro conto è vivere per strada la situazione di un meridione da sempre in stagnazione. Al sud il lavoro è sempre stato un dramma. La situazione attuale è uguale alla situazione che si viveva ad inizio anni settanta, nulla è cambiato. Parlano perché devono dire qualcosa, devono illudere di essere i sapientoni di tutto, ma alla fine se fossero loro, il governo italiano, scapperebbero a gambe elevate.