Ven. Feb 3rd, 2023

ROMA- Non è certamente retorica, ma un dato di fatto che rispecchia in pieno la realtà dei fatti: i governi hanno creato padri disoccupati e figli schiavizzati dal lavoro. Sembra essere tornati al dopoguerra, quando i nostri avi lavoravano per ricevere in cambio un tozzo di pane. I signorotti usavano i poveri lavoratori abusando delle loro precarie condizioni di vita. Oggi si abusa della scarsa offerta di lavoro e, quindi, quel poco che c’è è sotto forma di schiavitù come ai tempi del dopoguerra. Tutto ciò succede sotto gli occhi dei sindacati e dei politici di governo, che hanno emanato leggi per incrementare la schiavitù nel mondo del lavoro.

Ci ritroviamo con un esercito di padri di famiglia che hanno perso il lavoro e non lo trovano più. Oltretutto sono troppo giovani per la pensione e troppo vecchi per lavorare, insomma, si trovano su una linea di frontiera e non sanno dove andare, poiché ovunque mettono piede sono respinti. Dall’altra parte della barricata ci sono i giovani che cercano lavoro, e quando lo trovano è sottopagato e con ore di lavoro paragonabili alle peggiori realtà dei paesi sottosviluppati, dove si lavora anche 15 ore al giorno per pochi spiccioli. Ci meravigliamo quando ci parlano di paesi esteri dove esiste lo sfruttamento della manodopera per pochi soldi, ma guardiamo anche in casa nostra, dove ormai la situazione è simile.

Tutti i governi che hanno guidato l’Italia nell’ultimo trentennio non hanno fatto altro che distruggere il lavoro nel bel paese. Nessuno ha fatto politiche capaci di consentire agli imprenditori di poter rendere la vita dei lavoratori meno precaria e più redditizia. No, i governi hanno saputo solo chiedere tasse su tasse, tanto da determinare uno stato d’insofferenza sia per chi lavora sia per chi crea il lavoro. Il risultato è quanto descritto, ed oggi non si trova una via d’uscita, e sempre più cinquantenni restano senza lavoro e non lo trovano più, e sempre più giovani non hanno prospettive per potersi creare una famiglia.