Mar. Ott 4th, 2022

Lo Stato pretende di conoscere dall’esercente anche le chiusure settimanali e le ferie, per la pipì giornaliera i politici ci stanno studiando. Deve insomma pattuire con il potere pubblico quando decide di chiudere o più banalmente farsi una vacanza. Deve comunicarlo obbligatoriamente e, se non lo fa, rischia una sanzione. Stiamo diventando peggio dei paese dove la libertà non esiste. Un Paese affogato da uno Stato burocrate e dirigista. Il commerciante o il libero professionista, anche quando decide di stare a casa perché malato, deve dirlo all’agenzia delle entrate.

Ecco i fatti della telenovela dello stato di polizia. Secondo il governo il commerciante dovrà gestire in maniera condivisa con l’agenzia delle entrate anche i casi di interruzione dell’attività: chiusura settimanale, chiusura domenicale, ferie, chiusura per eventi eccezionali (esempio malattia, infortunio, ecc.), attività stagionale, qualsiasi altra ipotesi di interruzione della trasmissione (non causata da malfunzionamenti tecnici dell’apparecchio cioè il registratore telematico). Già perché ogni santa sera, anche quando si è chiusi, il registratore di cassa telematico, deve comunicare al fisco quanto accaduto durante la giornata. In tali casi il registratore, alla prima trasmissione successiva (ovvero all’ultima trasmissione utile) deve provvedere all’elaborazione e all’invio di un unico file contenente la totalità dei dati (a importo zero) relativi al periodo di interruzione per i quali l’esercente non ha effettuato l’operazione di chiusura giornaliera. Un inferno totale per il commercio italiano causato dal governo di sinistra M5S-PD-LEU. Così facendo ormai si disincentiva l’apertura dei negozi: si strozza l’economia. Questo governo vuole la morte delle piccole botteghe e più in generale delle partite Iva.