Dom. Ago 14th, 2022

Quando si lavorava sui giornali cartacei, e non cerano gli attuali giornali online tutto doveva essere verificato, poiché il mattino dopo sul giornale non poteva uscire una notizia priva di fondamenta. In queste settimane siamo presi da una grande tragedia, per via di questo virus che sta mettendo in ansia un popolo intero. Questo coronavirus, oltre a sancire il fallimento di molte cose, sancisce anche il fallimento del giornalismo moderno.

All’epoca del cartaceo non potevi fallire con un articolo fuori luogo e privo di una corretta ricostruzione dei fatti così come erano accaduti, perchè non potevi più correggere o eliminare il servizio, restava lì. Oggi il giornalismo evidenzia una lacuna che sta portando la professione a essere l’unica colpevole della cattiva informazione che ruota intorno al coronavirus. Troppe fake news per attirare clik. Troppa informazione di giornalisti alle prime armi, giornalisti che non hanno fatto un giorno di esperienza sui giornali cartacei, nessuno gli ha insegnato seriamente come si fa giornalismo. Tutti improvvisatori dell’informazione, ledono l’altra parte del giornalismo italiano, che fa il proprio dovere come deontologia professionale comanda. Non sono esclusi anche i grandi sacramenti dell’informazione italiana, anche loro hanno messo in campo lacune che vanno corrette immediatamente. La corsa al clik non è giornalismo, non è un vero giornalista. Ecco, il coronavirus ci sta insegnando che molte cose vanno corrette in tutti gli ambiti della nostra società, a partire dal giornalismo, che è la macchina che deve informare correttamente i cittadini, e non può più pensare di vivere per un clik ignorando la vera funzione del giornalista.