Gio. Lug 7th, 2022

Mai col PD, mai col partito di Bibbiano, mai alleanze, mai, mai, e poi il M5S ha fatto il contrario di tutto. Quando qualcuno gli faceva notare che fare politica da soli, senza mai allearsi, non dava la possibilità di poter entrare nei comuni, nelle regioni, al governo, loro sbottavano. Si può capire la loro incompetenza nel fare politica a ampio respiro, ma essere cosi ingannevoli neanche va bene.

La vittoria schiacciante alle ultime politiche è naufragata dopo pochi mesi di alleanza con il PD e tutta la sinistra. Renzi ha voluto la coalizione di governo, benedetta poi anche da Zingaretti che, a sua volta, andava dicendo che mai si sarebbe alleato col M5S.

Entrambi, PD e M5S, hanno avuto la grande abilità di eludere le proprie affermazioni, ed hanno fatto il contrario di quello che dicevano al proprio elettorato. Solo che il danno maggiore lo paga il M5S, che ha visto un abbandono repentino dell’elettorato deluso, che ha dirottato l’interesse sia nel PD sia nella destra di Giorgia Meloni.

Oggi il M5S è senza elettorato ed è circondato solo dai grillini affezionati. Lo dimostra il dato dei numeri alle regionali e comunali: non è andato oltre il 5-6% dei voti, quindi quel 33% è soltanto un vecchio ricordo. Ma alla luce degli attriti che si registrano in queste ore, il movimento può perdere anche gli ultimi affezionati ed estinguersi com’è successo con gli altri partiti nati e morti dopo solo una legislatura. Lo scenario del movimento per il futuro è o una morte totale del progetto M5S o, come dice Di Battista, diventare un partitino del 2% che fa da stampella al PD.