Gio. Ago 18th, 2022

L’uomo incattivito dalla sete di denaro non ha fatto altro che uccidere l’unico bene che abbiamo in possesso per poter vivere: la terra. Ogni secondo nel mondo muore una persona, ogni ora 700 persone muoiono soffocate dall’inquinamento. Sono i dati resi noti dall’esperto Onu per i diritti umani e l’ambiente, David Boyd, a Ginevra, che sottolinea inoltre come la situazione sia così grave da ritenere che “l’umanità stia per causare la sesta estinzione di massa nel mondo”.

Un’apocalisse dai contorni imprevedibili. L’uomo, colui che doveva proteggere il pianeta terra, l’ha distrutto con atteggiamenti ipocriti e menefreghisti che oggi mette in pericolo l’esistenza stessa del pianeta.

Boyd, riferendo a Ginevra sulle principali conseguenze del cambiamento climatico e sul declino della biodiversità, per sottolineare il pericolo che ci circonda, ha ricordato che “quello in cui viviamo, secondo le conoscenze ad oggi, è il solo pianeta in cui la vita è possibile”. Nonostante ciò l’umanità sta causando danni irreparabili, più preoccupanti di quelli causati dalla rivoluzione industriale.

Ormai l’aria che respiriamo ha raggiunto picchi di inquinamento impressionanti: “Ha raggiunto più di 400 parti per milione, il livello più alto da 650mila anni”.

Ciò, spiega Boyd, provocherà un cambiamento climatico pericoloso e imprevedibile. I tassi di estinzione sono centinaia di volte superiori al normale e stanno ad indicare, secondo il rappresentante Onu “che gli esseri umani sono all’origine della sesta estinzione di massa su 3,8 miliardi anni di vita di questo pianeta. Il 90% della popolazione mondiale è esposta all’inquinamento atmosferico. L’aria inquinata causa sette milioni di morti premature ogni anno nel mondo di cui 600mila bambini di cinque anni o meno. Più vittime di quante ne possano fare le guerre, le uccisioni, la tubercolosi, l’Aids e la malaria messe insieme.

L’inquinamento causa malattie respiratorie, asma, cancro ai polmoni, problemi alla nascita e turbe neurologiche. Quello che viene preso meno in considerazione è il fatto che questi rischi non sono distribuiti equamente: “Le persone più vulnerabili come i bambini, gli anziani, le comunità autoctone o le donne soffrono livelli di esposizione all’inquinamento più elevati”. “E la maggior parte dei decessi – ha aggiunto Boyd – si registrano in paesi a basso e moderato reddito”.

Secondo l’esperto Onu “non c’è alcun dubbio che la cattiva qualità dell’aria viola numerosi diritti fondamentali. Ad esempio quello di ogni essere umano a respirare aria pura“. “L’Onu, dunque – ha proseguito – deve riconoscere il diritto dell’uomo a un ambiente sicuro, pulito, sano e durevole e gli Stati hanno l’obbligo di tutelare i diritti umani dai danni ambientali”.

Infine il rappresentante dell’Onu ha indicato sette misure chiave che gli Stati dovrebbero applicare per rispettare l’obbligo a garantire un ambiente sano. “Devono sorvegliare la qualità dell’aria – ha detto – identificare le cause dell’inquinamento, informare gli abitanti e coinvolgerli nei processi decisionali sul tema, promulgare norme che determinino limiti chiari contro l’inquinamento atmosferico, elaborare piani di azione contro questo grave pericolo e prevedere fondi adeguati per l’applicazione di questi piani antinquinamento, infine valutare i progressi in questo campo”.