Mar. Ago 16th, 2022

Settembre 2000. Arezzo . Mentre nei vigneti della fattoria cinquecentesca “Villa La Striscia”  i contadini si apprestano a vendemmiare , la proprietaria del complesso agricolo , la nota attrice Ilaria Occhini , riordina la polverosa soffitta della casa colonica , con l’aiuto dei nipoti Caterina e Bernardino. “Nonna , cosa contiene quell’enorme baule ?” , domanda incuriosito Bernardino . “Non lo so , tesoro !…La tua nonna è troppo vecchia, ormai, per ricordarselo!…Apriamolo per scoprirlo , che ne dici ?” , risponde la Occhini. “Nonna , quanti libri !…” , constata attonita Caterina. “Hai visto? …erano tutti di mio nonno : l’intellettuale Giovanni Papini !” , spiega emozionata l’attrice , “Oltre a essere un amante della cultura  , era anche uno scrittore : pensate che , quando avevo la vostra età , mi dedicò un racconto breve dal titolo : “La mia Ilaria”!…Peccato , la sua enorme fama sia stata rovinata dalle interpretazioni scriteriate di certi storici !…Dissero che , come altri intellettuali fascisti , aveva aderito al Manifesto della razza del 38′ , ma non era vero!…anzi , un anno dopo la pubblicazione di quel documento , il nonno firmò un articolo contro i teorici della razza !” . “Ma è vero che anche il bisnonno era fascista ? …” , interroga la nonna  il nipote Bernardino. “Mio padre , Barna Occhini , fu prima di tutto un letterato e un esperto d’Arte e poi , un fascista ! …ma non era servile , tanto che , durante i giorni di Salò,  ebbe il coraggio di rimproverare il duce perché se ne restava  nascosto e inaccessibile in un misterioso angolino d’Italia , mentre i Tedeschi ci depredavano!…Quando morì , perfino un suo avversario politico , Antonello Trobadori , mi disse : “Ilaria , ho stimato molto tuo padre e gli ho voluto bene!” ” . “Allora , la nostra ,  è una famiglia importante, nonna?” , domanda Caterina . “Sì , ma più importante ancora è che sia stata e sia unita!” , chiosa la Occhini, aggiungendo : “Adesso , mettiamo a posto e andiamo a fare il vino , venite, su , andiamo a vendemmiare !” .

“Una delle più luminose bellezze del secondo Novecento italiano : sguardo magnetico , ovale perfetto , classe inarrivabile , forte presenza scenica” . Queste , le parole usate dal giornalista Paolo Conti per descrivere l’attrice Ilaria Occhini . Nata a Firenze , il 28 marzo del 1934, figlia dello scrittore Barna Occhini e nipote , per parte di madre, dell’intellettuale Giovanni Papini , esordì nel cinema  nel 1953 , con lo pseudonimo di Isabella Redi , grazie al regista Luciano Emmer che la scritturò per la pellicola : “Terza liceo” .     Trasferitasi a Roma con la famiglia,  superò le selezioni per entrare  all’Accademia d’Arte Drammatica Silvio D’Amico , presso cui  si diplomò nel 1957 .  In quello stesso anno  debuttò in televisione , negli sceneggiati diretti da Anton Giulio Majano “L’Alfiere” e “Jane Eyre” e in teatro , portando in scena, con la regia di Luchino Visconti , la commedia di Goldoni “L’impresario di Smirne” e i drammi di Arthur Miller e Diego Fabbri , “Uno sguardo dal ponte” e “Figli d’arte” . Nel trentennio Sessanta , Settanta e Ottanta, collaborò con i registi più rivelanti del teatro italiano : Orazio Costa ( “Francesca da Rimini” , “Edipo re” , “Le tre sorelle” , “Le allegri comari di Windsor” ) , Luca Ronconi ( “La buona moglie” , “Alcesti” e “Quer pasticciaccio brutto de via Merulana” ) , Garinei e Giovanni  (“Ciao Rudy”) , Mario Missiroli (“Il gabbiano” ) e Giuseppe Patroni Griffi ( “Sei personaggi in cerca d’autore” , “Questa sera si recita a soggetto” e “Ciascuno a suo modo” ) . Volto della Rai ,  fra il 1960 e il 1980  , interpretò numerosi personaggi in serie televisive di Anton Giulio Majano , Sandro Bolchi , Mario Ferrero e Leonardo Cortese, quali : “Delitto e castigo” , “La fiera delle vanità” , “I promessi sposi” , “Puccini” , “Il commissario De Vincenzi”e “L’Andreana” . Caratterista in film-commedia all’italiana come “I complessi” di Dino Risi e comprimaria in pellicole impegnate quali “Benvenuti in casa Gori” di Alessandro Benvenuti , ha continuato a essere presente sul piccolo e sul grande schermo , nonché in teatro , anche nel primo quindicennio del Duemila , prendendo parte a film (“Mine vaganti” di Ferzan Ozpetek, grazie a cui ha ottenuto il premio David di Donatello come “migliore attrice non protagonista” ) , a fiction Rai (“Provaci ancora”) e a pièce drammatiche( “Spettri” di Henrik Ibsen) . Ritiratasi nel 2015, poichè stanca di recitare in ruoli poco stimolanti , attualmente  si divide tra la casa romana , in cui vive con il marito , lo scrittore  Raffaele La Capria  e la fattoria di famiglia  Villa La Striscia ad Arezzo , che gestisce con la figlia Alessandra e i nipoti Caterina e Bernardino. In un ‘ intervista rilasciata un anno fa a un giornalista de “La Repubblica” , ha dichiarato : “Se a volte posso essere determinata , la determinazione non è in me il tratto distintivo . Non amo la prepotenza, però mi piacciono le figure forti , perchè in loro c’è una chiarezza maggiore . Quanto alla bellezza , vorrei precisare che sono stata bella , ma , ormai , non lo sono più . Quando lo ero , però , ne parlavo con disinvoltura , come fosse una cosa , una borsetta, un foulard , senza nessun vanto ….Il guaio non è essere vecchi ,  ma sentirsi giovani!” .