Gio. Lug 7th, 2022

Alle ultime europee la sinistra e anche i paladini dell’Europa, non sono riusciti ad entrare nel parlamento europeo. Gli italiani non li hanno votati dando massima fiducia invece a Salvini e Meloni. Le sinistre italiane sono diventate bugiarde per nascondere quello che facevano loro per contrastare l’invasione straniera. Ma sia loro sia i media a loro asserviti ideologicamente, hanno memoria corta, ovvero, le gambe corte come le bugie.  

Quando l’Ulivo governava con Romano Prodi insieme a tutta la sinistra italiana, mettevano in campo le stesse politiche e le lodavano apertamente sulle pagine dei giornali le loro azioni di contrasto all’immigrazione.

Nel 1997 Prodi aveva vinto le elezioni solo da un anno che l’Albania si trasformò nell’Africa. Una polveriera in preda ad una crisi politica impressionante. Il Paese spezzato in due, vittima della crisi economica e con bande armate a gestire ampie zone di territorio in barba al governo ufficiale, creò non poche difficoltà all’Italia. Quel governo aveva ministri di degno rispetto, tutti ideologicamente posizionati a sinistra: agli Esteri comandava Lamberto Dini, alla Difesa Beniamino Andreatta e all’Interno Giorgio Napolitano. Ammazza che nomi. Il governo di sinistra quando migliaia di immigrati albanesi tentarono di lasciare i Balcani via mare e approdare sulle coste della Puglia, si vide soffocato dall’invasione, tipo come sta succedendo oggi. Ebbene quel governo composto da uomini di sinistra, che oggi sono buonisti, attuarono un vero e proprio blocco navale molto più duro di quello messo in campo oggi da Salvini. Per capire quanto la sinistra appoggiasse lo stop all’arrivo dei migranti albanesi basta andare a rileggere un vecchio pezzo di cronaca pubblicato da Repubblica. Titolo: “Blocco navale per fermare gli albanesi“. Incipit: “Da ieri è scattata la linea dura. Non sono più profughi, ma immigrati non in regola. E quindi vanno respinti“. Stiamo parlando sempre di sinistra e dello stesso giornale che oggi fa “na schifezza” le scelte di Salvini.

Allora la domanda è sacra: come mai venti anni fa era possibile che sullo stesso barcone convivessero profughi e migranti economici (o criminali), mentre oggi tutti sono definiti (per principio) “rifugiati in fuga dalla guerra”? se glielo chiedi oggi non sanno risponderti. Non possono rispondere, perché quando governano loro va tutto bene, quando governano gli altri nulla va bene. È un vizio. Veltroni adesso critica il governo perché chi fugge “sono esseri umani, non oggetti, e scappano dalla guerra e dalla fame”, ma in quel lontano 1997 era vicepremier e non si oppose alle scellerate scelte del suo governo. Buonisti a piacimento. Le politiche dell’odierno ministro dell’Interno sono molto meno dure di quelle messe in campo da Prodi e Napolitano, eppure la sinistra continua a nascondere le sue malefatte in materia di immigrazione. Con l’accordo firmato allora col premier albanese, invece, l’Italia si impegnò a bloccare con mezzi navali l’emigrazione in massa dell’Albania. Le fregate italiane dovevano realizzare “manovre di allontanamento” in mare per intimidire i barconi carichi di immigrati e costringerli a fare marcia indietro. Solo due giorni dopo la firma, la motovedetta albanese Katër i Radës venne speronata da una nave della Marina italiana Sibilla. Fu una strage: 81 morti e 27 dispersi. Era una operazione fatta dalla sinistra, e quando le cose le fa la sinistra non si discute, vanno tutte bene. Oggi qualcuno tenta di fermare la tratta di essere umani che fa guadagnare tanti soldi agli scafisti, e alla sinistra non va bene.