Gio. Ago 18th, 2022

NAPOLI- I soggetti istituzionali che guidano questa regione, compresi quelli che fanno opposizione, continuano imperterriti a parlare di rifiuti e camorra dimenticando che il problema numero uno è il lavoro. Nessuno comprende il senso esatto della tragedia che si sta consumando nella nostra regione. Non è un problema di oggi, è una problematica annosa e parte da molto lontano, ed è stato il motore di successo delle forze politiche, poiché qui sono corse ad attingere voti sfruttando la grande difficoltà lavorativa esistente in Campania e in tutto il sud.

Il lavoro da noi non c’è mai stato, o meglio, c’è stato quel lavoro che non ha mai garantito nulla a nessuno, tranne quelli che hanno trovato sistemazione nella pubblica amministrazione. Per il resto c’è stata una lacuna che ha portato all’arte dell’arrangiamento. Sono state penalizzate le vecchie generazioni, che oggi si ritrovano a combattere ancora per trovare un lavoro, come sono super penalizzati i giovani.

Il sistema lavoro in Italia è precipitato. Al sud si è fermato del tutto, poiché quello che prima poteva significare un misero impianto per mantenersi, oggi è finito del tutto. La macchia indelebile del lavoro non trova sbocchi in grado di far ripartire la macchina meridionale. La Campania, in termini lavorativi è ferma. Quello che c’è, è sottopagato ed ha tutte le formi della vecchia schiavitù che un tempo ha fatto ricchi i signorotti del dopoguerra.

A pagare le spese del disinteresse delle passate generazioni, che mai si sono ribellate alla sottomissione messa in piedi dalla politica, sono purtroppo i giovani. Questi ultimi stanno pagando il prezzo più alto nel panorama del lavoro marcio. E smettiamola di dire che i giovani non hanno voglia di lavorare, è solo una bufala. Siamo seri e diciamo come stanno realmente le cose: i giovani trovano un mercato del lavoro che non crea prospettive per il futuro. Trovano in giro regole di mercato del lavoro che li porta dritti alla schiavitù lavorativa con strumenti remunerativi previsti dalle leggi costruite dalla nuova macchina politica, che non ha guardato con attenzione allo sviluppo dei giovani.

Purtroppo oggi nella nostra regione, d’altronde come è stato nel passato, si continua a parlare di rifiuti e camorra per distogliere l’attenzione dal problema vero. Il problema numero uno in Campania era ed è il lavoro. Ora dipende da noi fermare l’emorragia lavorativa e cercare le contrapposizioni al sistema, affinché alle nuove generazioni non sia reso lo stesso torto che è stato costruito a noi vecchie generazioni.