Sab. Mag 21st, 2022

Quanti ospedali covid center sono stati fatti, quanti soldi sono stati spesi, quanta propaganda è stata fatta, tanta, ma non sono arrivati i fatti. I medici di tutta Italia lanciano gridi di aiuti, ma rimangono ascoltati da una politica sorda. Lo scenario che si vive oggi in Italia è il collasso dei pronto soccorso e dei ricoveri per assenza di posti letto, oltre a portare dritti alla saturazione delle sale intensive.

Il paletto fissato dal ministero della salute al 30% è stato già superato, complice l’impennata di ricoveri registrata ieri (+203). L’italia quindi entra ufficialmente in zona «critica» per quanto riguarda il tasso di occupazione per Covid. C’è il rischio concreto che il sistema non riesca a garantire il trattamento anche per i pazienti gravi non Covid.

I dati dell’Agenzia nazionale per i servizi Sanitari regionali aggiornati alle 17 di ieri davano la maglia nera alla Valle d’Aosta, dove la percentuale dei letti occupati nelle terapie intensive è addirittura del 66%, alla Provincia di Bolzano (51%) mentre in Umbria è del 49%, in Campania del 44% e in Lombardia del 45%. A seguire Toscana (41%), Marche (37%), Piemonte (37%), Liguria (31%) mentre vicino al limite sono l’Emilia Romagna (27%), Abruzzo e Puglia (26%), Sardegna e Sicilia (25%), Provincia di Trento (24%), il Lazio (23%), il Friuli Venezia Giulia (22%) e il Molise (20%). In fondo alla classifica per posti occupati ci sono Veneto, Calabria e Basilicata (17%).

I camici bianchi sono convinti che questa seconda ondata rischia di essere un Tsunami. «Il problema oggi – spiega il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici, Filippo Anelli – riguarda la tenuta del sistema sanitario, perché l’occupazione progressiva dei posti da parte di malati da coronavirus riduce via via la possibilità di garantire cure agli altri. Andando avanti così, la situazione potrebbe sfuggirci di mano».

Sulla scorta di questi numeri lo scenario sanitario rischia di precipitare sfuggendo completamente di mano.