Mar. Lug 5th, 2022

Sin dall’inizio ho detto che la questione coronovirus non era uguale in tutte le regioni. C’era un problema che riguardava principalmente le aree del nord Italia, lì si doveva intervenire per arginare il contagio. Dall’inizio dell’epidemia a oggi, la regione Lombardia non riesce a uscire dall’inferno del contagio. Il motivo è semplice: in Lombardia il 45% delle persone ha continuato a circolare per motivi di lavoro. Era la regione più colpita, doveva essere tratta come Wuhan: chiuderla del tutto per 30 giorni. Ci sono stati troppi errori nella fase iniziale ma, oggi, si continua a commettere errori. La ripresa per la regione Lombardia, Piemonte e Emilia Romagna non può esserci. La ripresa va regionalizzata. La Lombardia non è come la Campania o la Calabria. Non puoi trattare tutte alla stessa maniera tenendo chiuse regioni che hanno contagi minimi.

Essere realisti nei fatti da fastidio. Il fatto che si deve ripartire lo sanno tutti, anche i bambini dell’asilo. Il governo viaggia a tentoni spinto dal gruppo di esperti che temono per un contagio di ritorno e bloccano anche le decisioni dell’esecutivo. Quasi un milione di persone si riverseranno sui mezzi pubblici il 4 maggio, soprattutto nelle regioni del nord, quindi la situazione al nord può solo peggiorare e non migliorare. Nel frattempo anche in regioni dove i contagi viaggiano intorno ai quaranta giornalieri, si lascia chiuse attività che non fanno nessun tipo di assembramento, tipo negozi di scarpe, abbigliamento e altri negozi. In queste regioni tieni chiusi i bar, ma apri fabbriche da mille operai su tre turni al nord. Per non parlare di parrucchieri ed estetisti, anche in questo caso fare un lavoro su prenotazione, non fa rischiare nulla a nessuno nelle regioni dove il contagio è minimo, discorso diverso al nord. Per ripartire in sicurezza ci vuole uno studio preciso e certosino che faccia nette distinzioni tra regioni per il bene dell’intera nazione. Il nord attualmente non è sinonimo di sicurezza, e sinonimo di diffusione di contagi e non può riaprire come se nulla fosse. Un governo capace è in grado di prendere decisioni, purtroppo, non c’è. Una riapertura graduale per regione è l’unica soluzione, ma se continuano così, in meno di due settimana siamo a punto di partenza, e dopo saranno dolori per l’Italia.