Mar. Mag 24th, 2022

Si sono accaniti sulla diminuzione dei parlamentari, mentre bisogna cambiare il modo di fare politica. Basta curarsi del proprio orticello, ma guardare con attenzione ai bisogni sacrosanti dei cittadini. Si vive in una nazione perché ci è stata donata la vita. La vita è sacra e bisogna viverla serenamente. Non è ammesso a nessun soggetto distruggere l’esistenza di una persona attraverso azioni politiche e non, che portano l’individuo a diventare una cavia in mano a qualcuno. Ed è quello che succede sistematicamente in questo mondo politico italiano, che guarda agli interessi dei partiti e meno a quelli della persona.

Quando dovevano chiudere le province fecero credere ai cittadini, con paroloni e chiacchiere di ogni genere, che esse erano costose. Fecero credere che era sacrosanto chiudercele perché si risparmiavano tanti soldi. Una volta chiuse le province, per mantenerle ancora vive, si votano tra di loro togliendo l’opportunità al cittadino di decidere. Dicono che non percepiscono nulla, bene, ma le province continuano ad avere un costo, e non è quello della classe politica, ma tutto l’impero di sperperi che ruota intorno alle ex province.

Anche in quel caso si andò a colpire un ente democratico che era rappresentanza dei cittadini sui territori, in nome del risparmio. Però non ci hanno mai detto cosa si è risparmiato dopo la loro chiusura. Poco, perché quella macchina fatta di tante imprese provinciali e tutto l’apparato impiegatizio è rimasto così com’era. Quindi si sono risparmiati pochi spiccioli a fronte di una rappresentatività che serviva ai cittadini. Le province erano espressione delle esigenze dei territori, guardavano più da vicino alle esigenze dei cittadini, la gestione regionale è troppo distante dai bisogni dei cittadini sul territorio. Sono venti anni che questa politica fa troppi errori, e tutti a discapito dei cittadini.