Mer. Lug 6th, 2022

L’Italia è un paese dove non c’è lavoro. Lavora solo chi si trova nella pubblica amministrazione e chi è fortunato ad avere un lavoro nella grande industria, per il resto è disperazione. Intanto l’Europa ci chiede di correggere i nostri conti, e lo fa sempre alla sua maniera, spingendo i governi centrali di chiedere sacrifici ai cittadini e trasportarli sempre più nella povertà. In queste ore è attesa la risposta dalla UE. In linea di massima l’Europa dovrebbe chiedere al nostro governo di aumentare le entrate e di contenere le spese per tenere il deficit pubblico sotto controllo.

La risposta  attesa da Bruxelles dovrebbe, in estrema sintesi, contenere: una patrimoniale sugli immobili sotto forma di riforma del catasto, un aumento delle aliquote Iva agevolate e lo stop definitivo al pensionamento di anzianità con quota 100 e la reintroduzione degli adeguamenti automatici dell’età pensionabile all’aspettativa di vita sospesi dalla legge di Bilancio 2020 per evitare che da quest’anno salisse a 67 anni.

L’elenco non si ferma qui: Imu sulla prima casa, aggiornamento dei valori catastali e revisione delle aliquote Iva. Bruxelles punta il dito anche contro la controriforma della Fornero e chiede di «attuare pienamente le passate riforme pensionistiche al fine di ridurre il peso delle pensioni di vecchiaia nella spesa pubblica». Lo stop a quota 100, il ritorno agli adeguamenti automatici all’aspettativa di vita e il ricalcolo contributivo delle pensioni più alte vale circa 10 miliardi annui e porterebbe l’entità di una ipotetica correzione a 70 miliardi di euro.

Insomma, l’Europa non tiene conto che l’Italia è senza lavoro, non gli interessa, vuole i soldi, tanti soldi dai cittadini italiani. Se il governo Conte accontentasse l’Europa, il nostro paese  farebbe la fine della Grecia.