Gio. Ago 11th, 2022

30 anni di politiche al peperoncino, che una volta ingerito era più forte del solito e difficile da digerire. Governi che hanno pensato solamente a tartassare i cittadini, portandoli alla disperazione totale dopo anni di sacrifici. Padri di famiglia, piccoli imprenditori, imprenditori più o meno grandi, si sono arresi alla vita e alle cattiverie dello stato.

Emanuele è l’ennesimo imprenditore rimasto solo a risolvere un problema più grande di lui. La sua azienda, la Italservice Srl che commercializza prodotti per elettrodomestici, da qualche anno aveva registrato dei cali di fatturato e per questo aveva messo in vendita il capannone, nella zona industriale di Vigonza.

Emanuele doveva decidere se tenere duro aspettando che questa infinita crisi finisse o gettare la spugna. Emanuele Vezù, 57 anni, sposato e con due figli, probabilmente non ha retto alla prospettiva di veder fallire l’azienda per la quale aveva lavorato così duramente. Si è arresto. Emanuele come ogni mattina aveva fatto colazione, salutato moglie e figli, e si è diretto nel suo capannone. Una volta dentro ha chiuso tutto a chiave e si tolto la vita impiccandosi. La macabra scoperta è stata fatta dalla stessa moglie, che allertata dall’unico dipendente rimasto, ha trovato il corpo del marito penzoloni. L’imprenditore non ha lasciato nessun biglietto, ma per i familiari il gesto è riconducibile allo stato di disperazione dell’uomo che vedeva finire il suo sogno costruito con enormi sacrifici.

Secondo Federcontribuenti i suicidi in Veneto sono “almeno sei al mese, quelli che contiamo tra imprenditori in difficoltà”.