Gio. Feb 2nd, 2023

ROMA- Le piazze sono l’unico luogo democratico che ci sia. Sono il punto di incontro per ogni cosa. Sono l’unico posto dove tutti posso ascoltare, a prescindere dalla fede politica. Ebbene, la politica è riuscita anche in questo: ad eliminarle come punto di incontro durante le campagne elettorali.

Questa politica ha paura delle piazze. Ha paura del confronto diretto con i cittadini, quindi le evita. Si chiudono nei cinema, teatri, nei salotti buoni, si chiudono nei salotti buoni delle lobby, nei circoli di partito o movimento, tutto condito da un nulla. Sì perché il cittadino comune non sa nulla di quello che vorrebbero fare. Il numero di persone comuni che incontrano è esiguo.

Nei posti elencati ci vanno solo i simpatizzanti che ruotano intorno al partito, cioè gli iscritti o gli attivisti, per il resto la gente comune, il vero elettore, no, quello non c’è. Peccato che anche il Movimento Cinque Stelle abbia seguito la scia dei partiti tradizionali, e a differenza della passata campagna elettorale, quando ha fatto delle piazze la sua forza, ora si è imborghesito e si è chiuso anch’esso nei salotti buoni.

La politica di altri tempi non temeva le piazze, anzi, le amava, e durante le campagne elettorali, specialmente quelle delle periferie, erano prese d’assalto. Oggi non è più così, anche grazie alle varie leggi elettorali che consentono ai candidati di essere eletti prima che i cittadini vanno al voto. Ma tutto ciò in questa tornata elettorale, che non si capisce cos’è, si sta ripercuotendo su di loro, poiché i cittadini sono già abbondantemente distanti dalla politica, ora la forbice si sta allargando ulteriormente, e rischia di far rimanere a casa tanti cittadini, ignorando il voto.