Dom. Mag 22nd, 2022

Autunno 1988. Roma. All’uscita dalla Stazione Termini, l’attore e autore umoristico , Mario Marenco, attende il collega e amico Nino Frassica, in arrivo con il treno da Palermo, disegnando, assorto, una caricatura sulle pagine bianche di un libro, appoggiato al volante della sua Mercedes d’epoca, quando, d’un tratto, viene destatato da un grido. “Taxiiiiii!…che, per caso è libero?…”, urla Frassica, avvicinatosi al finestrino dell’auto. “Ninooo!…ma tu sei un matto!…”, esclama, in preda allo spavento, Marenco, continuando : “Cosa urli, che siamo in strada?…E poi, com’è che hai fatto a trovarmi, in mezzo a ‘sto caos di automobili?…”. “Facile!…la domanda è banale e la risposta è semplice!…Solo tu puoi andare in giro con lo stemma della città di Foggia sul vetro posteriore!…”, risponde Frassica. “Va be’, Nino!, sei sempre il solito!…Vieni, su!…cosa fai lì impalato?…sali a bordo, che prima di andare in studio, da Renzo, per la trasmissione, ti faccio visitare la città!…Iniziamo dalle Terme di Caracalla, che son più vicine!…”, annuncia Marenco, mentre Frassica sale a baordo dell’auto. “Visto che gioiellino, la mia “Merci”?…è un po’ vecchiotta, ma è un tipo affascinante!…”, ironizza Marenco, subito incalzato da Frassica: ” “Merci” sarebbe la Mercedes, questa graziosa automobile che stai guidando?…Sì, vecchiotta è vecchiotta e pure affascinante, ma veloce, non se ne parla proprio!…Se andiamo di questo passo, alle Terme di Caracalla ,ci arriviamo alle calende greche!…Quelle, le calende, intendo, sono greche, quindi,più antiche!…allora, ci vuole più tempo per raggiungerle e vanno bene per noi, per i nostri ritmi!…”, ironizza Frassica. “Nino, su!…ma cosa stai a lamentarti, che sei a Roma, la  seconda città più bella del mondo, dopo la mia Foggia!…Perché dobbiamo andare di fretta?…lavoriamo oggi pomeriggio, la mattinata è tutta nostra!…Pensa a goderti l’aria, il cielo, i colori della Capitale, della “città eterna”!…”, lo ammonisce Marenco. “Appunto, lei, Roma, è eterna!…lei, ha tanto tempo!…noi, siamo un po’ meno eterni!…quindi, se spingessi il piede sull’acceleratore, arriveremmo prima!…”, sottolinea Frassica, aggiungendo perplesso: “Scusa, Mario!, ma quel segnale stradale non indica forse che stiamo percorrendo una strada a senso unico?…No, perché, se non te ne fossi accorto, saremmo leggermente contromano!…Tu, non te ne sei accorto, ma quel vigile, là, in fondo, che ha sollevato la paletta per fermarci, sì, che se n’è accorto!…”. “Buongiorno, Signori!…Prego, favorisca  patente e libretto!…”, esegue il fermo  con tono cortese, il vigile. “La patente ha detto?…dunque, dovrebbe essere…dovrei averla lasciata nel cruscotto!…Nino, per piacere, apri il cruscotto!…”, chiede Marenco al collega-amico. “Mario, nel cruscotto, niente c’è!…”, annuncia Frassica, rivolgendosi poi al vigile, “Senta, mi dispiace…io ci darei pure, la mia, di patente!…il fatto è che non ce l’ho con me, perché momentaneamente non guido!…”. “Nino, ma cosa dici?…stai sempre a fare il comico, tu!,  anche quando non lavori!…Ecco, signor vigile, ecco a lei la patente !…avevo dimenticato di averla nel taschino!…Controlli, controlli, pure, tanto è tutto a posto!…”, si schermisce Marenco. “Va bene, signori!…la patente è in regola…il libretto di circolazione pure!…l’infrazione c’è stata, ma è  pur vero che la strada è diventata a senso unico da qualche settimana, quindi, un errore è comprensibile!…Per questa volta, può andare, però, la prossima volta, stia più attento!…”, si congeda il vigile. “Oh, finalmente, possiamo rimetterci in marcia verso le Terme di Caracalla!…Nino, potresti dare una pulitina al vetro, che mi sembra appannato?…” , domanda Marenco con voce pacata. “Mario, ma tu, ti sei reso conto o no, che stavamo andando contromano e che hai rischiato di essere multato per non so quante lire?…Che poi, come ti è venuto di imboccare quella strada?… ma che, non lo hai visto il cartello?…Non dirmi che non l’hai riconosciuto?…Quel segnale lo conoscevo  pure io, che non ho la patente!…”, lo rimprovera Frassica, di colpo fattosi serio nelle intenzioni. “Ninooo, su, dai!…cosa stai a guardare il capello!…Cosa vuoi che sia un senso unico?… Mi sarò distratto, pensando a te, alleTerme di Caracalla, alla trasmissione di stasera!…E poi, siamo o non siamo a Roma?…quindi, tutte le strade portano a Roma!…”, sentenzia Marenco. “Mario, ma lo sai che non ci avevo proprio pensato?”, constata Frassica, chiosando: “Mario, ma tu lo sai che sei proprio un genio? un gran genio!…”.

“Mi ricordo gli ultimi giri in macchina, dove andavamo contromano. Sbagliava le strade. Io ridevo inconsciamente, non sapevo guidare, non potevo prendere il suo posto. Ci divertivamo con niente. Era un genio, un grande”. Con queste parole, l’attore Nino Frassica, ha ricordato il collega e amico Mario Marenco, a poche ore dalla sua scomparsa, durante la trasmissione di Rai Uno, “Che tempo che fa”. Nato a Foggia, il 9 settembre del 1933, dopo la laurea in Architettura, conseguita nel 1957, presso l’Università Federico II di Napoli e diversi soggiorni trascorsi a Stoccolma e a Chicago, in qualità di borsista- ricercatore, si trasferisce a Roma, dove nel 1960, apre un atelier di architettura e design : lo Studio DEGW. Tuttavia, alternata la creazione di oggetti d’arredamento e la collaborazione con industrie automobilistiche, alla passione per lo Spettacolo, verso la fine degli anni Sessanta, debutta in Televisione , al fianco di Cochi e Renato e di Enzo Jannacci, nel programma RAI “Il buono e il cattivo”. Ma la vera popolarità arriva soltanto nel 1970, con la trasmissione radiofonica di Renzo Arbore, Gianni Boncompagni e Giorgio Bracardi, “Alto gradimento”, nella quale propone il personaggio del “colonnello Buttiglione”. Quindi, conquistata la simpatia del pubblico, con le sue caricature satiriche e al tempo stesso surreali, nel 1976, prende parte al programma televisivo di Rai Due, ideato e condotto da Renzo Arbore, “L’altra domenica”, nel quale dà vita al personaggio dello stralunato inviato “Mr Ramengo”, che,  al termine di ogni reportage, urla : “Carmine!”, cogliendo di sorpresa spettatori in sala e telespettatori.  Poi, nel 1987, reduce dai varietà “Odeon. Tutto quanto fa spettacolo” , “L’uovo e il cubo” e “Sotto le stelle”(quest’ultimo scritto insieme con Magalli, Boncompagni e Minellono), in cui veste i panni del “professor Aristogitone”, raccoglie nuovamente larghi consensi , interpretando il personaggio del bambino “Riccardino”, nel varietà-quiz di Rai Due, ideato e condotto da Renzo Arbore, “Indietro tutta!”. Attivo anche in ambito cinematografico, porta sul grande schermo le sue “maschere”(“Il colonnello Buttiglione diventa generale” e “Von Buttiglione Sturmtruppenfuhrer” di Mino Guerrini, “Il pap’occhio” e  Ff.Ss,-Cioè:…che mi hai portato a fare sopra a Posillipo se non mi vuoi più bene?” di Renzo Arbore, “I carabbinieri” di Francesco Massaro , “Vigili e vigilesse” di Francesco Prosperi e “Sing-Il sogno di Brooklyn”  di Richard J. Baskin), cimentandosi anche nella scrittura di libri umoristici( “Lo scarafo nella brodazza”, “Dal nostro inviato speciale”, “Stupefax” e “Il cuaderno delle poesie”, tutti editi da Rizzoli). Tornato in radio, nel 2015, dopo una lunga assenza dalle scene, con lo show comico di Rai Radio Due , “Programmone”, condotto da Nino Frassica, si è spento il 17 marzo scorso, all’età di ottantacinque anni, presso il Policlinico Gemelli di Roma, in seguito all’aggravarsi delle sue condizioni di salute. Sconvolto dalla notizia, l’amico di sempre, Renzo Arbore,  ha dichiarato ai cronisti : “Mario Marenco era un genio assoluto: mai conosciuto un umorista più dotato, meglio di quelli del passato e del presente. Io e Boncompagni lo abbiamo sempre considerato il numero uno. Mario aveva una caratteristica : la modestia. Lo sentivo sempre. Ogni volta, si inventava delle gag, perfino sul letto della clinica dove sono andato a trovarlo”.