Lun. Nov 28th, 2022

ROMA – Sono fermamente convinto che se si vuole aiutare veramente le donne bisogna invertire la rotta con un cambio culturale che non sia solo riferito alla nostra nazione, bensì in tutto il mondo. Le peggiori violenze si registrano fuori dai nostri confini, dove la cultura obsoleta di alcuni luoghi impone il diritto di prelazione sulla donna. La donna è donne in tutto il mondo, e se non demoliamo queste culture, stiamo sprecando solo fiato e inchiostro.

Raccapricciante è la storia di Adolfina Camelli Ortigoza, 21 anni, Paraguayana, che per ogni link su facebook riceveva botte dal marito. La ragazza è stata segregata in casa, e il marito ha preso possesso del suo profilo facebook. L’uomo, 32 anni, ha sottratto il profilo alla moglie ed ha continuato ad usarlo continuando a pubblicare le foto della moglie e, a ogni like, nuovamente colpi e percosse. Controllava tutto del suo profilo: messaggi, le foto e accusava la donna di avere una relazione con ogni uomo che le metteva un like su Facebook”, ha dichiarato al Daily Mail l’avvocato di Ortigoza, Arnaldo Martinez.

A salvarla è stato proprio il padre dell’uomo, che ha chiamato la polizia e togliendo la ragazza da quella situazione pericolosa che le aveva tumefatto il volto per via delle continue botte. La giovane è stata salvata in, dove è stata sottoposta a un intervento chirurgico d’urgenza. Aveva il setto nasale deviato e le labbra tumefatte. La giovane non ha perso i denti solo perché il marito le metteva uno straccio in bocca affinché non urlasse durante le brutali botte quotidiane.