Sab. Feb 4th, 2023

ROMA- Sappiamo tutti che il vero mostro si chiama Pier Luigi Bersani, colui che dopo la fine del governo Berlusconi  e l’entrata in campo del governo Prodi, mise in mano a equitalia dei poteri sanguinari di un livello tale da portare il paese all’autodistruzione. Bersani ebbe anche la brillante idea di incentivare i lavoratori equitalia affinché riuscissero a recuperare il più possibile. Incentivi che portarono il personale a inviare cartelle su cartelle tanto da indurre, chi le riceveva, a suicidarsi. Il fatto più grave è che quelle cartelle arrivavano ai poveracci, mentre i grandi evasori non venivano nemmeno toccati, tanto che lo stato divenne forte con i deboli e debole con i forti. Cartelle che contenevano molte da cento euro, che con more e agio arrivavano persino a mille euro. Per non dire poi dei contributi previdenziali, lì fu messo in campo una vera e propria mattanza da parte di equitalia.

Ma arriviamo ad oggi, l’annuncio di Matteo Renzi di chiudere equitalia sembra non reggere: nel decreto fiscale c’è  la proroga della convenzione tra lo Stato e la stessa Spa che si prolunga fino a luglio 2017. La legge del governo Renzi ha allungato la vita di Equitalia di altri sei mesi. La fine del rapporto diretto tra Equitalia e i comuni era inizialmente prevista per il 2012. Di proroga in proroga si è arrivati al 2016. L’ultima è dentro un provvedimento firmato dal governo Renzi, il decreto Enti locali del luglio scorso, che spostava il termine a fine anno. Il decreto fiscale è stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale e quindi è in vigore.