Dom. Set 25th, 2022

NAPOLI- giorni fa il padre di Genny aveva detto “anche lo stato è colpevole”, e non ha tutti i torti. Se Napoli ripiomba sempre nelle faide interne ai clan, è sempre colpa dello stato e delle istituzioni se ciò avviene.

Stamattina più di duecento persone hanno partecipato al funerale di Gennaro Cesarano, detto Genny, di 17 anni, il ragazzo di 17 anni ucciso a colpi di pistola la notte del 5 settembre. La chiesa di San Vincenzo alla Sanità era gremita, nonostante l’ora presto, tanta gente ha voluto dare l’ultimo saluto all’ennesima vittima di una guerra infinita.

Sul sagrato della chiesa è stato esposto un grande striscione con la scritta “Genny vive”. I funerali, su predisposizione della questura di Napoli, si sono svolti alle 7.30. i genitori del giovane hanno chiesto a fotografi e giornalisti di non entrare in chiesa. Il parroco nella sua omelia ha esortato la città a non piegarsi alla prepotenza della malavita organizzata.

All’omelia padre Alex Zanotelli, che ha concelebrato con il parroco don Antonio Loffredo, ha parlato di “una città spaccata, bella e malamente, quella della Sanità, del rione Traiano, di Scaglia e quella del Vomero”. Una città che adesso ha bisogno delle istituzioni e dei cittadini per opporsi alle mattanze della malavita organizzata. Napoli ha bisogno di risposte concrete, che diano lo spunto giusto per fermare ogni forma di criminalità.