Ven. Ago 19th, 2022

Il M5S dal primo momento ha sempre fatto della stampa carne da macello. Il loro capo, Beppe Grillo, ne ha dette di cotte e di crude su una categoria che fa il lavoro più difficile e pericoloso al mondo. Le ultime parole espresse da Di Maio e Di Battista hanno superato la misura. Dopo l’assoluzione del sindaco di Roma, Virginia Raggi, il vicepremier ha gongolato insultando i giornalisti e chiamandoli “infimi sciacalli”. Giornalisti, definiti ‘pennivendoli e puttane’.

Termini che solo la bocca dei grillini potevano partorire. Mai finora i giornalisti avevano subito attacchi e affermazioni becere come quelle che sono uscite dalla bocca dei grillini. Fa disprezzo l’uso di termini che offendono un’intera categoria. Fare distinzioni, quelle mai. I grillini non sono abituati, poiché per anni hanno fatto dell’odio la loro arma vincente.

Purtroppo Di Maio non ha smorzato i toni delle sue affermazioni, e durante Non è l’Arena condotta da Massimo Giletti su La7 ha ribadito: “Quando ci vuole, ci vuole. Nessun passo indietro. Il processo alla Raggi è stato trasformato nel processo ad Al Capone. Posso avere il diritto di arrabbiarmi?”, insiste Di Maio. Per il vicepremier i giornalisti hanno “reagito come una casta” e la categoria invece di condannare gli attacchi a mezzo stampa, adesso “vuole cacciare me dall’ordine dei giornalisti, visto che sono pubblicista, e faranno i falsh mob contro di me”. La realtà, sostiene ancora Di Maio, è che “troppi giornalisti peccano di disonestà”.

Il problema rimane sempre lo stesso, Di Maio faccia nomi e cognomi, li denunci, faccia terra bruciata intorno a chi lui ritiene essere scorretto, ma lasci stare l’intera categoria dei giornalisti. Ogni mattina c’è un esercito di persone, giovani e meno giovani, che si alza e va in giro a trovare informazioni per i cittadini. In alcuni casi, c’è pure chi rischia la vita facendo questo lavoro. Non è giusto sentirsi accusare come se siamo tutti dei criminali incalliti, perché molte persone fanno questo mestiere anche gratis, e continuano a scrivere solo per passione.

A questo punto è meglio essere “infimi sciacalli”, “pennivendoli e puttane”, che essere dei grillini che somigliano più a schegge impazzite che politici. Qualcuno difenda questa categoria che, ormai, per colpa di soggetti politici continua ad essere sempre sotto attacco.