Ven. Set 30th, 2022

BARI- Si è insediata ieri, durante un incontro presso la sede OMCeO di Bari, la Conferenza permanente della professione medica, che riunisce rappresentanti degli Ordini e dei sindacati medici. I medici pugliesi sono uniti nel dire un no categorico al Decreto appropriatezza, che minaccia la salute dei cittadini, e aderiscono all’unanimità agli Stati Generali della Professione medica e odontoiatrica indetti a livello nazionale dalla Fnomceo. Chiedono infine urgentemente un confronto con il Presidente Emiliano.

Bari 7 Ottobre 2015 – Si è insediata ieri, durante un incontro presso la sede OMCeO di Bari, la Conferenza permanente della professione medica, che intende mettere a confronto Ordini provinciali e organizzazioni sindacali dei medici sulle tematiche che investono il lavoro dei professionisti della salute.

Al tavolo erano stati invitati i referenti degli Ordini dei medici e odontoiatri pugliesi e rappresentanti di tutte le sigle sindacali, che hanno nominato portavoce Emanuele Vinci dell’Ordine dei medici di Brindisi.

In questo periodo così difficile per la professione, la Conferenza intende essere un luogo vitale di sintesi delle istanze che interessano i professionisti della Sanità, un luogo in cui aprire una fase condivisa di verifica e programmazione.

Dopo ripetuti segnali preoccupanti, il decreto ministeriale sulle condizioni di erogabilità ora minaccia l’irrinunciabile carattere universalistico, equo, efficace e solidale del nostro sistema sanitario, mettendo a repentaglio il diritto alla salute dei cittadini e ledendo la dignità, l’autonomia e l’indipendenza della professione. L’appropriatezza prescrittiva è sempre stata un elemento indispensabile nell’operare di ogni medico. Ma la valutazione dell’appropriatezza di una terapia o di un esame diagnostico deve essere affidata alla “scienza e coscienza” del professionista, alla sua esperienza clinica, oltre che alle sue conoscenze scientifiche. Se l’appropriatezza viene invece decisa da burocratiche linee guida ispirate esclusivamente al risparmio, viene minato il diritto costituzionalmente garantito del cittadino alla salute. Il passaggio dalla medicina clinica alla medicina amministrata distrugge infatti l’alleanza medico-paziente e lede in ultima analisi la salute del paziente, per il quale l’autonomia del professionista è garanzia di tutela.

Gli Ordini dei medici e i sindacati dei medici pugliesi sono quindi uniti nel dire un no categorico al Decreto appropriatezza e aderiscono all’unanimità agli Stati Generali della Professione medica e odontoiatrica indetti il 21 ottobre a Roma, partecipando alla mobilitazione generale, promossa a livello nazionale dalla FNOMCeO, con l’adesione di tutti i medici appartenenti alle associazioni sindacali e alle maggiori società scientifiche.

I membri della conferenza permanente della professione medica richiedono inoltre al governo regionale di:

  1. Ridefinire ruolo e finalità della Commissione regionale per il controllo dell’appropriatezza prescrittiva, confrontandosi con la classe medica
  2. Far decadere la Convenzione tra Assessorato Politiche della Salute e Comando Regionale Puglia – Guardia di Finanza
  3. Istituire un tavolo di concertazione tra Ordini dei medici pugliesi, organizzazioni sindacali e vertici regionali

Richiedono infine con urgenza a Michele Emiliano, Presidente della Regione Puglia con delega alla Sanità, un incontro di confronto in vista degli Stati generali della professione medica.