Ven. Feb 3rd, 2023

LECCE- È una storia che deve far riflettere, dove oggi nemmeno un rimprovero, per atteggiamenti poco piacevole di un figlio, portano a conseguenze drammatiche. È successo diversi giorni fa a Lecce, dove un papà aveva chiesto alla figlia di 12 anni di posare il cellulare. Dal richiamo ne scaturisce una discussione fra i due e sembra che il padre gli abbia dato un ceffone. E le conseguenze sono di quelle che lasciano il segno. Con l’intervento dell’autorità giudiziaria: allontanamento dalla famiglia della giovane. Ed inchiesta penale sul padre per maltrattamenti in famiglia.

Papà e mamma – come riporta il Nuovo Quotidiano di Puglia- avevano manifestato già da tempo e senza giri di parole quanto disapprovassero quel vivere in simbiosi con il telefono collegato alla rete, a quell’attenzione alle chat sui social ed ai giochi anche quando la figlia era in compagnia delle amiche. Un problema piuttosto diffuso fra i ragazzi e che ha dato luogo alla patologia chiamata “nomofobia”: ossia, il bisogno di soddisfare bisogni affettivi-relazionali attraverso il telefono. L’incapacità di staccarsi dallo stesso.

Il rimprovero del padre, che gestisce una salumeria, avrebbe avuto quell’effetto devastante tanto da spingere la 12enne a tagliarsi un polso, dopo che il papà le aveva sequestrato lo smartphone. Un taglio superficiale, ma che la sua insegnante ha notato chiedendo spiegazioni alla ragazzina. Ha spiegato come sono andati i fatti, e l’insegnante ha informato gli assistenti sociali, che hanno allontano la ragazza che ora è assistita in un convento di suore, mentre per il papà è scatta la denuncia penale per maltrattamenti. Resta da chiarire perché sia stato adottato un provvedimento così invasivo come l’allontanamento: la famiglia ha nominato un avvocato per verificare quali siano state le circostanze ritenute tanto gravi.