Ven. Ago 12th, 2022

Continua inarrestabile la chiusura delle attività commerciali locali, tanto da rendere tetro l’ambiente cittadino. Un’emorragia che non frena, si amplifica sempre di più, segno che qualcosa sta andando completamente storto. È vero che ogni dieci anni ci sono delle evoluzioni, ma quella che sta colpendo Parete diventa una paralisi se non s’interviene in tempo. Tutto dipende dal malcostume dei cittadini. Sono i cittadini i veri colpevole della morte del commercio locale. L’offerta c’è, ma si preferisce continuare ad andare fuori e non restare nel proprio territorio.

Il centro storico è il più penalizzato di tutti. Il cuore del paese muore lentamente sotto gli occhi di tutti. Dopo la chiusura dello storico bar 800, nato nel 1892, chiude anche il bar centrale, un altro pezzo di storia che se ne va. Due punti d’incontro sono finiti uccisi dalla crisi interna. I cittadini non possono sorridere, perché quando finiscono le attività, vuol dire che il tessuto sociale è destinato al totale fallimento.

Si può fare qualcosa? Prima di tutto bisogna ritornare a spendere in casa propria prima di andare altrove. Secondo, trovare spunti concreti per dare vitalità alle parti che stanno morendo, e questo lo deve fare l’amministrazione. Non ci può essere speranza per una comunità se tutto continua a morire. Impariamo a fermarci da noi, evitiamo di spostarci come mosche impazzite facendo morire la nostra comunità sviluppando le altre.

Le attività hanno bisogno di noi, la politica può fare ben poco se siamo i primi a fuggire via. Ci vuole un’azione di responsabilità per evitare che a Parete si spengono tutte le insegne. Se costruiamo il cimitero intorno a noi, restano solo ricordi, e sarà inutile piangere su qualcosa di cui i cittadini sono responsabili. L’amministrazione deve pensare a rianimare un punto del paese che ultimamente è stato abbandonato a se stesso, a partire dalle passate amministrazioni. Ci vuole uno scatto d’orgoglio per evitare che tutto si spegne definitivamente. Per farlo ci vuole l’impegno di tutti.