Lun. Ago 8th, 2022

Spesso capita ascoltare la maggioranza che elenca le cose fatte, le opposizioni che, legittimamente, devono screditare ciò che fa la maggioranza, di mezzo c’è sempre la vita dei cittadini che va difesa e migliorata. È prassi consolidata che si cerca di fare politica escludendo proprio i cittadini. È altrettanto vero che sono i cittadini i primi colpevoli, poiché non partecipano alla vita istituzionale e sociale della comunità. Si limitano ad eleggere, e poi trascorrono cinque anni ad ascoltare senza reagire a condizioni sfavorevoli alla loro esistenza di cittadini di una comunità. Quanti partecipano ai consigli comunali? Eppure lì dentro si discute della vita della comunità, ed è lì che si prendono le decisioni. Spesso non c’è nessuno, ci sono solo gli eletti. Qualche volta c’è un numero esiguo di cittadini, veramente pochi per una comunità che sfiora i dodicimila abitanti. Dove sono? Nessuno ha tempo? Eppure si decide come migliorare il paese. Questo è l’aspetto istituzionale.

Passiamo all’aspetto sociale. Siamo sempre pronti ad additare il nord, ma mai lo prendiamo da esempio per costruire un contesto sociale capace di arricchire la nostra comunità. Quanti partecipano agli eventi realizzati? Pochi. Anche una presentazione di un libro, e non è detto che si è obbligati a comprarlo, ma sarebbe bello ascoltare per capire cose che forse non si trovano nemmeno sui social, ormai diventati un contenitore di bugie e propaganda politica-pubblicitaria. Ecco, ascoltare fa bene alla mente, ma nessuno partecipa. Non si partecipa nemmeno a eventi che arricchiscono culturalmente e socialmente. Poi tutti bravi a lamentarsi che il paese è deserto, che non c’è mai nulla e nessuno. È vero, ma la colpa è dei cittadini che si disinteressano della propria comunità. Sono i cittadini che se ne vanno altrove a fare shopping e movida. Allora se siamo bravi a lamentarci, dobbiamo essere altrettanti bravi a creare le condizioni per far crescere il nostro paese. Non bisogna relegare sempre gli altri per fare, impariamo a collaborare e, a sua volta, a creare eventi che possono far partecipare le persone, e non solo quelle del nostro paese. Al nord partecipano per primo i cittadini e dopo le istituzioni, da noi vige la regola opposta. Le comunità crescono se c’è l’interesse dei cittadini di farla crescere, altrimenti tutto si avvia all’abbandono e tutto smette di esistere. Ci vogliono idee, e non credo che non ci sono, manca la volontà di mettersi in gioco. Per far vivere una comunità servono i cittadini. I cittadini di Parete hanno il vizio di lamentarsi, ma non lo spirito costruttivo e partecipativo. E questo vale per tutto quello che si fa in paese.

Francesco Torellini