Lun. Lug 4th, 2022

Nell’ultimo decennio Parete ha avuto un’evoluzione in negativo in termini di costruzioni edili. Si è perpetrato un danno che non ha precedenti. Tutto lecito, per carità. Ma sappiamo benissimo che le regole le scrive la politica, quindi tutto quello che sta accadendo è frutto di regole scritte dalle varie amministrazioni comunali che nel corso degli anni si sono susseguite alla guida del paese, quindi nessuno è immune, anche perché gli attori politici sono quasi stati sempre gli stessi. Quello di oggi è un frutto costruito negli anni addietro ed oggi vede la luce. Una cosa è certa: ora si sta esagerando.

Parete sta perdendo tutti gli spazi verdi, o meglio, ormai non ci sono più spazi verdi. Ogni buco viene coperto dal cemento. Ormai questo paese non respira più il sapore della rugiada emanata dal verde. Gli alberi sono un vecchio ricordo di una comunità agricola. Andando avanti di questo passo costringiamo le future generazioni a camminare con la borsetta dell’ossigeno a tracollo per avere un po’ di aria da respirare.  

E non è finita. La politica cerca sempre altri spazi da sverginare incurante del danno che arreca alla natura. Immaginiamo per un attimo se il comune di Giugliano decidesse di iniziare a costruire a ridosso del nostro confine. Per Parete sarebbe la fine. Saremo circondati da enormi palazzoni o case su case eliminando altro verde per ossigenarci. Stesso discorso vale per il comune di Lusciano, se decidesse di iniziare a costruire nelle terre che gli sono rimaste, e sono tutte dopo il nostro confine, ebbene, per noi non ci sarebbe più scampo.

Bisogna fermare questa emorragia che rischia di portarci a respirare solo cemento. Già siamo un paese con un tasso di tumori molto alto, non possiamo rischiare di continuare a vedere deturpare la natura per fare spazio a case su case. Bisogna lamentarsi oggi per non farlo domani, quando sarà troppo tardi. Cosi non va, anzi, non si può andare avanti così, in nessuno modo. L’ossigeno che ci permette di respirare lo produce la natura, se la cementifichiamo, non si respira più.