Ven. Ago 19th, 2022

ROMA- Forse anche gli italiani possono iniziare a gioire: finalmente i partiti sono in crisi economica come lo sono imprese e famiglie. La legge che ha eliminato il rimborso ai partiti sta lentamente svuotando le casse dei partiti, che ora devono fare i conti con una crisi di liquidità che impone di fare risparmi su tutto. Oggi i partiti hanno iniziato ad elemosinare per non trovarsi a corto di euro. È quanto emerge dal mini dossier realizzata da Open Polis su 7 forze politiche per il biennio 2013-2014. I bilanci di Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega Nord, Movimento Cinque stelle, Nuovo centrodestra, Partito democratico, Sinistra ecologia e libertà, sono quelli che sono stati presi in esame dal dossier, ed ha evidenziato lo stato di difficoltà di questi partiti maggiori. fu Enrico Letta nel febbrario del 2014 ad abolire il sistema del finanziamento pubblico ai partiti attraverso il sistema del rimborso proporzionale ai voti ricevuti. Con la legge 13/2014 venne invece introdotto il meccanismo del 2×1000: nella propria dichiarazione dei redditi i contribuenti possono destinare una quota dell’Irpef, l’imposta sul reddito, a un partito invece che allo Stato.

Tra il 2013 e il 2014 i sette maggiori partiti hanno ricevuto infatti, il 31% in meno di entrate. I sette partiti di cui sono stati analizzati i bilanci adesso devono “accontentarsi” dei contributi delle persone fisiche, aziende, entrate che si accompagnano ai contributi dei singoli cittadini. Tra il 2013 e il 2014 il Pd e Forza Italia hanno incrementato soprattutto le donazioni da persone giuridiche, Sel invece, ha incrementato del 48% le donazioni da persone fisiche.  Per far quadrare i bilanci i partiti sono intervenuti soprattutto sulle spese, tagliando in media del 45% le uscite per beni e servizi. Il Pd ha ridotto tali voci del 63,5% e del 15,5% quelle per il personale. Anche la Lega ha tagliato il costo dei dipendenti (-14,33%).