Gio. Lug 7th, 2022

ROMA – La «tassa sul morto» alla vigilia della commemorazione del due novembre non se l’aspettava nessuno, invece l’inventiva del governo del PD è riuscito a fare pure questo. Quando c’è da far quadrare i conti gli ex comunisti sono veramente bravissimi a inventarsi tasse strane ma vere. La tassa sul morto del governo del PD è messa nero su bianco in un disegno di legge incardinato da un paio di anni, ora a un punto di svolta al Senato.

La legge sarebbe una «disciplina delle attività funerarie», ed ha come obiettivo riordinare il settore caro estinto, fare emergere l’evasione che pare sia molto alta. Oggi sui servizi funebri e cimiteriali non si paga l’Imposta sul valore aggiunto. La legge cambia questo regime introducendo l’Iva sul funerale, anche se con l’aliquota agevolata al 10%. Il provvedimento «vuole riorganizzare il settore dei funerali, riordinare il sistema cimiteriale e combattere l’evasione fiscale, ma in sostanza introduce nuovi costi per i cittadini, per il funerale e la sepoltura dei propri cari».

Infatti oltre all’Iva c’è anche «una sorta di affitto sulla tomba, un contributo annuale che dovrebbe essere pari a 30 euro, destinato a finanziare la vigilanza e il controllo da parte delle aziende locali». Poi c’è «l’obbligo per i Comuni di destinare il 20% della Tasi incassata ai cimiteri monumentali affinché possano coprire i loro costi». Insomma una vera «tassa sul morto». A presentare il disegno di legge è stato il senatore Pd Stefano Vaccari.

Questa è solo una delle porcate che si fanno in parlamento. Infatti bisogna fare attenzione sulla legge che riguarda la temutissima cessione dei crediti fiscali. Saranno ceduti solo «crediti fiscali riconducibili a procedure concorsuali, a successioni».Quindi lo stato venderebbe solo debiti fiscali di contribuenti morti con eredi che non hanno accettato il lascito perché comprende debiti del defunto. Eredi che potrebbero trovarsi vessati, invece che dall’Agenzia delle entrate, da una società di recupero crediti.