Mar. Dic 6th, 2022

ROMA- Ancora una volta le classi alte del potere discutono sul futuro dei cittadini facendolo a modo loro, nella maniera più assurda che ci possa essere. Le pensioni sono un nodo cruciale per la vita di ognuno, significa godersi i pochi anni che restano con una sicurezza economica in mano dopo anni di lavoro.

Il premier Gentiloni ha detto che il governo ha fatto tutti gli sforzi possibile per rendere al riforma attuale la migliore che ci fosse. Sono le stesse parole che disse la Fornero quando fu fatta la sua legge, che poi è risultata la peggiore e a godere è stata solo l’Europa che la chiese al sig Monti.

La Cisl e la Uil sono in linea con il governo, a smarcarsi è al Cgil, che non ci sta, e convoca una manifestazione per il 2 dicembre. “Confermiamo il giudizio di grande insufficienza sulla proposta del Governo sulla previdenza. Per questo il 2 dicembre sarà una giornata di mobilitazione nazionale”. Così Susanna Camusso.

Per Camusso “siamo di fronte ad un’occasione persa, soprattutto per quanto riguarda i giovani e le donne. La distanza tra la proposta di oggi e gli impegni assunti dall’Esecutivo per la fase due è grande: ci si muove per deroghe e piccoli interventi, non si interviene per modificare e rendere più equo il sistema previdenziale nel suo complesso. Per noi la vertenza pensioni resta aperta”.

“La mobilitazione del 2 dicembre – ha spiegato Camusso – sarà articolata a livello territoriale, e sarà proclamata a sostegno di cambiamenti universali del sistema previdenziale e per chiedere a Governo e Parlamento maggiore attenzione ai temi del lavoro.