Mar. Dic 6th, 2022

ROMA- “In Italia è impossibile fare impresa o artigianato, aprire un’azienda, essere liberi professionisti senza essere considerati sfruttatori, evasori fiscali se non addirittura ladri da una parte politica di sinistra”. Questa è la sintesi di quello che il comunismo è riuscito a costruire durante gli anni dopo la fine della seconda guerra mondiale. La privazione della libertà del popolo, per regole che avevano l’unico scopo di creare un solo partito al comando di tutto. La Cina è l’esempio. Il comunismo ha saputo costruire l’odio nei confronti di chi produce e crea occupazione. A questa ideologia politica ben presto si sono affiancati i sindacati, che hanno dato man forte al sistema comunista che si radicava in Italia, contribuendo ad avvelenare i rapporti tra datore di lavoro e dipendenti, trasformando le fabbriche in luoghi d’odio e di lotta violenta, per umiliare i padroni e il personale non ideologizzato. Tutto nasce da quella idea di comunismo che si voleva a tutti i costi anche in Italia.

Poi tutto si è fermato, i tempi sono cambiati, l’idea del comunismo forte è tramontata ed è rimasta l’idea di sinistra. Ma anche questa idea sta trovando il tramonto. Aborto, divorzio, pacs, dico, unioni civili, matrimoni gay e chi più ne ha più ne metta, sono diventate le bandiere della sinistra moderna. Questi argomenti interessano fasce ristrette della società, pertanto non interessano in pieno i problemi reali che bisogna affrontare per restituire un percorso di dignità alla nazione. Le sinistre moderne fanno tutto ciò che non serve per gli italiani, fanno tutto ciò che non serve per difendere le fasce deboli della nazione.

L’Italia non ha bisogno di comunismo, non ha bisogno delle sinistre, l’Italia ha bisogno di ripristinare un sentimento popolare fatto di meno odio politico, come volevano i comunisti, ma più sinergia e libertà per rimettere in piedi un tessuto produttivo demolito nel corso degli anni dalle ideologie comuniste. L’Italia è sempre è un paese liberale, con uno spirito costruttivo basato sulla produzione della piccola e media impresa, ossatura dell’intero sistema produttivo italiano. Quella follia del comunismo ha solo portato alla distruzione, attraverso una forte tassazione e burocrazia, della produzione vera italiana. Incrementando, inoltre, un odio che non è servito a far crescere l’Italia.