Ven. Set 30th, 2022

ROMA- Siamo davanti all’ennesima campagna elettorale. Infatti nel 2016 saranno molte le amministrazioni comunali che dovranno esprimersi col voto per cambiare i consigli comunali. Molte sono le città importanti interessate al voto, quindi è chiaro che adesso fino a maggio bisogna conquistare la simpatia dell’elettorato prima del grande appuntamento delle politiche.

Come successe con le europee, con la promessa degli ottanta euro, adesso Renzi spiana la strada ai prossimi candidati cercando di trovare appiglio sulla riduzione delle tasse. Le tasse vanno tagliate non di un punto percentuale e nemmeno di dieci, ma va portata la tassazione al 22% invece dell’attuale 70%. Quindi la propaganda che in queste ore sta portando avanti Renzi è del tutto inutile, poiché il taglio non può essere un alleggerimento ma deve essere un taglio netto.

C’è un altro dato che non torna: Renzi vuole abbassare le tasse, ma a decidere lo sappiamo tutti che è l’Europa e non certamente il governo italiano che, ormai, non comanda più nulla. Infatti i conti in tasca alle nazioni li fanno altrove. L’esempio più lampante è stato il caso greco: a nulla è valso un referendum, alla fine ha deciso l’Europa ed ha mandato a casa un premier che rappresentava la speranza per il popolo greco.

Il caso greco è l’esempio limpido di come i governi e i premier sono pedine in mano all’Europa, quindi ogni decisione diventa superflua se non c’è la decisione finale che deve arrivare da Bruxelles. Concludendo, Renzi sta promettendo favole, perché di sicuro toglia qualcosina da una parte ma la metterà sicuramente da un’altra parte perché è l’Europa che chiede sempre più sacrifici ai cittadini in nome di un debito pubblico che andrebbe abolito del tutto.