Lun. Ago 15th, 2022

Gli impiegati timbravano e lasciavano l’ospedale per seguire altre attività private, è quanto succedeva al Cardarelli di Napoli, dove sono stati consegnati 62 avvisi di garanzia nei confronti di due medici: uno in servizio in pneumologia e l’altro in oncologia. Tra gli indagati anche un sindacalista e il consigliere di un Comune del Napoletano. Nei video, ripresi dalle telecamere installate dai poliziotti nei pressi del dispositivo marcatempo di uno solo degli ingressi dell’ospedale, si vede anche un giovane tra 12 e i 13 anni, che indossa un cappellino di colore scuro, figlio di una dipendente del Cardarelli, che “timbra” il badge per conto della madre la quale, quel giorno, invece di andare a lavorare, è rimasta a casa. I dipendenti ora rischiano il licenziamento in tronco. Nel reparto di oncologia mediamente mancavano 8-9 dipendenti al giorno. Sguarnito, o quasi, è risultato anche il reparto centralinisti. L’inchiesta prende spunto da un’altra attività investigativa, che risale a qualche anno fa, incentrata sulla turnazione autonoma dei lavoratori del centralino del Cardarelli. Da quanto emerso, i dipendenti passavano nel rilevatore di presenze 2-3 badge alla volta. Talvolta entravano in servizio mentre in altre occasioni abbandonavano il posto di lavoro.

“Al Cardarelli ogni giorno migliaia di operatori sanitari lavorano con passione e sacrificio, in condizioni talvolta difficili, per garantire la salute dei cittadini, gli avvisi di garanzia odierni rendono giustizia soprattutto a loro. E per questo ringrazio la magistratura e le forze dell’ordine che hanno portato avanti l’inchiesta”. Lo dice il presidente della commissione regionale Sanità del Consiglio regionale della Campania Stefano Graziano. “Il Cardarelli ha già avviato l’iter per l’introduzione delle impronte digitali in sostituzione dei vecchi marcatempo. È la linea della trasparenza e del rigore chiesta dal governatore De Luca e attuata ieri da Verdoliva e oggi dalla Iervolino”.