Lun. Lug 4th, 2022

I giovani sembrano essere esasperati dalle varie restrizioni imposte per combattere il virus. Non solo i giovani, anche gli adulti sembra abbiano perso la ragione. Anche loro invocano la libertà in un momento di guerra. Possibile che nessuno si rende conto che siamo dentro una guerra mondiale. La differenza è che dal cielo non piovono bombe, non ci sono soldati ad impedirci di uscire altrimenti fucilano chiunque gli passi davanti, non ci sono carri armati e battaglie strada per strada, ma è una guerra diversa, silenziosa, ma è una guerra.

Ogni giorno si leggono storie di esasperazione, di persone che vogliono uscire, chi invoca la libertà persa, giovani che vogliono tornare a scuola, questo non si può più tollerare. Siamo dentro la peggiore epidemia dopo quella della spagnola. Già siamo fortunati che il danno è minore rispetto a quello vissuto dalle generazioni del 1918, quando dovevano lottare contro l’epidemia e difendersi dalla prima guerra mondiale. Loro non avevano gli stessi strumenti che abbiamo noi oggi. Loro vivevano in povertà assoluta poiché la guerra aveva annientato la già fragile economia, e il virus faceva il resto. Noi stiamo vivendo una pandemia che, fortunatamente, non ci ha tolto proprio tutto.

Bisogna smetterla di rivendicare diritti che oggi non si possono avere. 82mila morti sono peggio di una guerra. Milioni di contagiati mettono a rischio la tenuta della sanità pubblica. Le spese per combattere questo virus non si sommano più. Nonostante questi numeri da far rabbrividire, le persone continuano a protestare ignari che se il virus li colpisce diventa un inferno personale senza precedenti. Ma non è solo un danno personale, è l’intera comunità che ne subisce le conseguenze. Un popolo che non sa riflettere sul dramma che sta vivendo, significa che è un popolo irresponsabile, senza rispetto per niente e per nessuno.