Dom. Ago 7th, 2022

ROMA- lo ha ammesso anche Mattero Renzi: “Abbiamo straperso, specialmente al sud e con i giovani”, ha detto ieri durante l’assemblea del PD a Roma. Un’analisi che non fa una grinza, anche perché il pacchetto di menzogne messe in campo per vincere il referendum non ha incantato il sud.

Sì, precisamente il sud, terra di conquista dei partiti dalla nascita della Repubblica. Sul sud nella prima repubblica ci hanno speculato elettoralmente partiti come la Democrazia Crisitiana, il Partito Comunista Italiano, il Partito Socialista Italiano. Nella seconda repubblica hanno fatto altrettanto partiti come Forza Italia, Partito Democratico, Allenanza Nazionale, Rifondazione Comunista, ed altri partiti di quel paniere sconfinato di inutilità nazionale. Ma oggi non è più cosi, o si fanno le cose o il sud è pronto a colpire chiunque li prenda in giro.

Il primo a farne le spese è stato il PD e Renzi. Ma in futuro toccherà a chiunque fare i conti con un sud da sempre macchina perfetta di voti per via di una situazione economica-lavorativa che non è mai decollata. Tutti i mali del sud, a partire dalle mafie, sono rimasti così com’erano. Tutti sapevano, ma tutti nelle campagne elettorali sono corsi al sud per continuare a prenderlo in giro promettendo mari e monti, ma alla fine non è mai successo nulla. Il sud ha punito Renzi, ma è solo l’inizio, i guai per i partiti devono ancora arrivare.

È chiaro che un sud che si è svegliato fa paura a quella macchina politica che fino ad oggi ha lucrato elettoralmente su una parte di Italia che dalla fine della guerra chiedeva e chiede risposte concrete. Ma oggi il su è stato tolto dalle mani delle vecchie generazioni, facilmente illudibili, ed è stato preso in mano dai giovani, dalle nuove generazioni, che non chiedono, pretendono, quindi le chiacchiere vengono respinte al mittente.