Dom. Mag 29th, 2022

Primvera 2019. Roma, quartiere Prati. L’attrice Tosca D’Aquino si reca dal suo parrucchiere di fiducia per una messa in piega. Entrata nel negozio, salutato il personale, si siede in attesa del proprio turno, quando una signora sulla settantina, reduce da una peremanente, riconosciutala, le si  siede accanto. “Nooo, non ci posso credere!... , scusi se  la disturbo, ma volevo accertarmi che fosse propro lei…si, insomma, lei, l’attrice…Tosca d’Aquino, intendo!…Io ho visto tutti i suoi film e sono anche venuta a Teatro a vederla, sa?…Volevo farle i complimenti!…perché lei  è davvero brava…brava e tanto, ma tanto, ma proprio tanto, simpatica!…Io, la seguo dai tempi del film di Pieraccioni…com’è che si chiamava?… quello del “Piri pi’…”….ah, sì, “Il Ciclone”!…”,si complimenta  la signora, gesticolando nervosamente. “Eh,sì, sono proprio io!… Grazie , grazie, signora!…ma ora basta con i complimenti, perché se no mi imbarazzo!…”, esclama l’attrice, continuando, “Io ,qui, sono una cliente come tutte le altre…Sa?, io vengo in questo negozio da più di trent’anni…praticamente dai tempi del mio trasferimento da Napoli…mi pare fosse il 1988!…Allora, avevo quasi vent’anni e studiavo  all’Accademia d’Arte Drammatica… abitavo all’Eur, in un pensionato per studenti e mio padre, che era impiegato in una nota ditta di telecomunicazioni,  si fece cambiare la sede apposta per seguirmi…Eh, papà a quei tempi era la mia ombra!…quanti sacrifici!…e come fu orgoglioso quando ottenni il mio primo ruolo importante…poi Pieracccioni, i “Laureati”, “Il Ciclone”…Ricordo che allora, era il 1998, mi fermavano tutti per la strada…ma proprio di continuo…e tutti a fare lo stesso gesto, quello che facevo nel film,  quello che ha ricordato  lei , prima: “Piri piri!…”…Eh, quel gesto divenne un  vero e prorpio incubo per me, un vero e proprio tormento!…ma è stato il periodo più bello della mia vita!…Dopo alcuni anni di gavetta,ero riuscita a dimostrare di essere credibile come attrice brillante ed ero diventata popolare, amica della gente, che è quello che sono ancora oggi!…Certo, un po’ di rimpianto per il “cinema impegnato” c’è, non lo nascondo, ma… non si può avere tutto dalla vita, no?…E poi , Signo’, come si dice?, meglio essere simpatica e  far ridere che essere antipatica  e far piangere!…”.

“Quando avevo sedici anni ho deciso che lo Spettacolo era il mio mestiere, ma forse già nella pancia di mia madre lo sapevo. Sai quando da piccola ti chiedono cosa vuoi fare da grande? Io rispondevo sempre: l’attrice. Il successo non ha segreti , nel senso che ognuno segue la strada che vuole percorrere o  quella per cui è più portato. Sicuramente io ho un buon carattere, me lo dico da sola, ma è vero. Ho un carattere solare, paziente , per cui spesso gli amci e le persone con le quali lavoro mi chiamano sempre.Perché alla fine, oltre alla bravura , vince anche il lato umano”. Così, l’attrice Tosca D’Aquino, in un’intervista televisiva di qualche anno fa. Nata a Napoli, il 10 giugno 1966, da un impiegato della Sip e da una casalinga, sin da bambina mostra attitudine per lo Spettacolo, rivestendo ruoli da protagonista nelle recite scolastiche. Poi, a soli vent’anni, nel 1987, si trasferisce a  Roma, accompagnata dal padre, per frequentare l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico,  dove si diploma nel 1989. Debuttato sul grande schermo con alcune partecipazioni in film-commedia (“Rimini Rimini-Un anno dopo” di Bruno Corbucci  e Giorgio Capitani) e in pellicole d’autore (“Scugnizzi” di Nanni Loy e “Kinski Paganini” di Klaus Kinski)nello stesso periodo esordisce in televisione con i programmi Rai “La Tv delle ragazze” e “Avanzi“.  Quindi, notata dal regista esordiente Leonardo Pieraccioni , nel 1995 interpreta il suo primo ruolo da caratterista nella pellicola sbanca-botteghino“I laureati”, cui segue il grande successo de “Il Ciclone“, grazie al quale ottiene una vasta popolarità. Poi, fra il 1999 e il 2003, stretto un sodalizio umano e artistico con il regista e attore Vincenzo Salemme, recita nei film “Amore a prima vista” e in “Volesse il cielo!”, per poi dedicarsi al piccolo schermo: affianca, infatti, l’attore Giorgio Panariello in tre edizioni del varietà del sabato sera di Rai Uno “Torno sabato” e prende parte a numerose serie TV Rai e Mediaset (“Il Maresciallo Rocca”, “L’avvocato delle donne”, “La dottoressa Giò”, “Padre Pio”, L’uomo che piaceva alle donne-Bel Ami”, “Donne di mafia”, “Papa Giovanni”, La stagione dei delitti”, “Il grande Torino” e “Meucci-L’italiano che inventò il telefono”). Ancora nel cast di commedie campione d’incassi come :“Ex-Amici come prima!” di Carlo Vanzina e “Se mi lasci non vale” di Vincenzo Salemme, tra il  2007 e il 2013 prende parte a reality Tv quali: “Notti sul ghiaccio”, condotto da Milly Carlucci e “La terra dei cuochi” di Antonella Clerici, e a miniserie come: “Di che peccato sei?” di Pier Francesco Pingitore,  “Crociera Vianello” di Maurizio Simonetti, “L’isola dei segreti-Korè” di Ricky Tognazzi, “Le segretarie del sesto” di Angelo Longoni e “Anita Garibaldi” di Claudio Bonivento.Tornata sul set con la pellicola di Salemme, “Se mi lasci non vale” e “Una festa esagerata“, nel 2017 prende parte alla trasmissione “Back Off Italia” e alla  fiction, tratta dai romanzi di Maurizio De Giovanni ,I bastardi di Pizzo Falcone” e nel 2018 calca le scene accanto a Rossella Brescia, Roberta Lanfranchi e Samuela Sardo ,con la commedia: “Belle ripiene” . Sposata due volte , la prima conl’ingegnere Mauro Gabrielli, dal quale ha avuto il figlio Edoardo, e la seconda con il produttore Massimo Martino,che l’ha resa di nuovo madre di Francesco, è stata insignita del Premio Cimitile come miglior attrice. Di sé e della notorietà conquistata, ha detto: “Il successo improvviso ,se non sei pronta, è impossibile reggerlo. Mi ha salvata essere cresciuta in una famiglia in cui non ci si è mai presi troppo sul serio. Non faccio operazioni a cuore aperto!. Solo alla morte non c’è rimedio. Una volta lessi sul giornale che Vittorio Gassmann stava attraversando una brutta depressione perché aveva paura di morire, e invece poi è vissuto tanto. Da allora penso sia più saggio godersela con grande gioia. La stessa con cui mio padre, malato a lungo, senza mai abbattersi ,ci consolava, dicendo: “Qui si nasce, si vive e si muore. In un modo o nell’altro””.