Ven. Mag 20th, 2022

Siamo stati chiusi in casa per quasi tre mesi. Siamo stati attenti e ubbidienti alle disposizione che ci sono state imposte per contrastare il coronavirus. Siamo stati bravi. Tutto si è risolto con contagi quasi zero, e non abbiamo subito contraccolpi tali da impensierirci. Tutto perfetto nei confronti di un virus nazionale. Invece tutto è imperfetto per un problema che ci riguarda da molto vicino.

Non siamo bravi a tenere alta la testa come abbiamo fatto con il covid-19, nei confronti di un tragedia che è cento volto più rischiosa del virus. Non siamo attenti a quello che ci ruota intorno e sta seminando morte da anni. Parete in termini di tumore sta pagando un prezzo altissimo per numero di malati e morti. Stiamo consegnando alla vita eterna prematuramente troppe vite umane.

In queste settimane ho incrociato per strada molte persone che portano il segno del tumore appiccicato addosso. È triste venire a conoscenza di altre vite umane che lottano per vincere una battaglia che, quasi sempre, è persa in partenza. Ci sono rimasto male, perché già altre vite sono andate via negli ultimi anni e mesi, e non è possibile che in un paese come il nostro decine e decine di persone sono malate di tumore.

Il prezzo che si sta pagando è più alto del virus. Le menti eccelsi che gestiscono la nostra vita attraverso la politica, deputati da noi, perché li abbiamo votati, sembra che i tumori in Campania non esistono. Invece è una tragedia immane, che si consuma silenziosamente sotto gli occhi di tutti. Tutti considerano il tumore un qualcosa che non gli appartiene, che passa lontano dalle proprie case. Lo facevo pure io nel 1985, ma quando è entrato prepotentemente dentro casa mia, e in tre mesi ha portato a termine il suo compito di morte, allora mi sono reso conto che non bussa per entrare, non chiede permesso, entra e fa quello che vuole.

Il nostro paese è vicino a tutti i mostri che causano i tumori. Non è un problema di stili di vita come vogliono farci credere i mostri della politica, tutti, nessuno escluso. Sono tutti uguali, non c’è distinzione alcuna, perché se siamo a questo punto, significa che chi doveva vigilare sulla nostra vita non l’ha fatto. La nostra terra è malata, anzi, l’hanno fatta ammalare e nessuno si è premunito di salvarla. Stiamo attenti, siamo tutti in pericolo, e gli ultimi eventi di morte che hanno interessato il nostro paese lo dimostrano. O siamo noi ad alzare la testa e difendiamo ciò che ci appartiene, o la nostra vita continuerà a vivere nel tormento di essere colpiti da un tumore. Non guardiamo solo a noi, guardiamo alle future generazioni, a quei bambini che stanno crescendo in un territorio che semina morte tutti i giorni. Il compito di noi vecchie generazioni è quello di salvare la vita delle future generazioni. Dobbiamo farlo senza girare più lo sguardo dall’altra parte. Non lasciarci abbindolare dalle chiacchiere dei profeti della politica come abbiamo fatto finora. Dobbiamo pretendere ciò che ci serve per fermare le morti, e se occorre, fermare tutto come abbiamo fatto con il coronavirus, finché non hanno liberato la nostra terra da tutto ciò che provoca il tumore. Ogni famiglia di Parete ha perso un caro per tumore, prendiamone atto.  

Francesco Torellini