Lun. Mag 23rd, 2022

Estate 2021. S. Giovanni La punta (Comune in provincia di Catania). In una domenica assolata di luglio, la cantautrice e musicista Carmen Consoli, trascorre il pomeriggio insieme con il figlio Carlo, con cui è intenta a costruire un castello di sabbia  a pochi metri dalla riva del mare, dove su un lettino,stesa a prendere il sole, c’è una signora sulla cinquantina che discute animatamente al cellulare.

“Ma cosa mi dici Roberto?…quindi, secondo te io dovrei rinunciare al mio giardino con vista sull’Etna, perché un geometra tal dei tali dice che costruire una casa con un piccolo terrazzo, sul mio terreno, è un abuso?, chiede sarcastica la signora, rivolgendosi al marito,che dall’altra parte del telefono tenta inutilmente di calmarla, prima di chiudere la conversazione.

Quindi, sollevatasi in piedi per raggiungere la riva e fare una nuotata, scottatasi con la sabbia bollente, barcolla fino a perdere l’equilibrio e a cadere sul castello di sabbia fatto dal figlio della Consoli, distruggendolo e provocando le lacrime del bambino.

“Signora, mi scusi tanto, ma non l’ho fatto apposta…ho perso l’equilibrio e poi ero distratta, sovrappensiero…mi scusi ancora!…”, si schernisce la signora, proponendo alla cantante: “Anzi, che ne dice, se per farmi perdonare e per far smettere di piangere il bambino, gli offrissi un gelato?…”.

“Eh, e che dico , signora?, dico che dovrebbe fare più attenzione!…”, risponde la cantautrice, aggiungendo: “Ad ogni modo, grazie, ma è quasi ora di pranzo e il bambino fra un po’ mangia, quindi non mi sembra il caso…faccia come se avessimo accettato!…”.

“Come vuole, io volevo solo farmi perdonare ed essere gentile!…”, ribatte la signora, che, raggiunto il suo lettino, ancor prima di sdraiarsi, riceve una nuova telefonata. “Ah, è lei Avvocato!…bene, immagino che mio marito le abbia riferito la questione…Guardi che io alla casa non rinuncio…quel terreno è il mio e la casa sarà costruita lì su…parola mia!…Come dice?: il terreno è del Comune ed è adibito ad area verde…Eh, ma questo lo dice lei!…io dico che quel terreno è mio e posso dimostrarlo!…Mio nonno, l’Ammiraglio Arcangelo Di Fricò, l’acquistò agli inizi del Novecento, tramite un suo amico, il barone De Nittis e , da quel momento in poi, è sempre stato di proprietà della nostra famiglia…Avvocato, lei deve risolvere tutto…io, di questa storia del catasto e del terreno di proprietà del demanio non ne so nulla…io, un solo documento c’ho…ed è l’atto notarile che dichiara mio nonno proprietario e mio padre e me legittimi eredi…Avvocato, io la saluto, ma la prossima volta che ci sentiremo, spero sia per avere buone nuove da lei…”, conclude la telefonata la signora, che, accortasi di essere fissata dalla Consoli, sbotta: “E lei, lì, cos’ha da guardare?…Guardi che io ho ragione! e poi io lo so chi è lei, l’ho riconosciuta sa?…lei è famosa, è una “vip”, è quella cantante , quella del film…lo vidi pure al cinema…lei è!…”.

“Glielo dico io, il mio nome, così facciamo prima: Carmen Consoli…”, prende la parola la cantautrice , interrompendola, “Mi deve scusare, non è mia abitudine ascoltare le telefonate degli altri né tantomeno intromettermi nelle conversazioni di sconosciuti, ma qui , in spiaggia, lo spazio è poco…tutti attaccati stiamo!…e  non ho potuto fare a meno di sentire ed ora le voglio dire la mia: ma come, signora, è così evidente quello che successe!…A suo nonno, l’amico suo,  lo babbiò, insomma: lo raggirò…gli fece credere che quello fosse un terreno libero e invece: terreno pubblico era!…Quindi, mo’, lo Stato ragione c’ha, se lo vuole indietro…si può consolare pensando sarà uno spazio verde per tutti , magari ci faranno un parco giochi per bambini!…Signora mia, ascolti a me, non si faccia il sangue cattivo!…Guardi, guardi che bel mare che c’è oggi: calmo, una tavola…e poi, che cielo terso che c’è, senza afa!…le sembra che non siano questi dei motivi sufficienti per mettere da parte le beghe?…La casa, cosa ci fa?, cosa importa, se la costruirà da un’altra parte, su un terreno veramente suo!…Sa come si dovrebbe vivere ?, come se ogni giorno fosse uguale ad oggi, uguale a una domenica al mare!…”.

“Con i sogni , quelli ancora tangibili, prima o poi dobbiamo fare tutti i conti ,perché non siamo solo PIL, produzione, aggiornamento continuo come app che devono andare sempre più veloci, siamo esseri umani e il cuore è tutto, i desideri, i sogni, la felicità: lo Stato dovrebbe occuparsi anche di questo e partire dalla valorizzazione della cultura, che dà felicità all’uomo, riempie le esistenze, non mi sembra una cattiva idea. Il profitto, certo, è importante, ma in fondo cos’è, se poi  ci ammaliamo infelici e i soldi che abbiamo fatto li dobbiamo spendere in farmaci?”. Così, la cantautrice e musicista Carmen Consoli, in un’intervista rilasciata alla rivista “Rolling Stone” , in occasione dell’uscita del suo nuovo album “Volevo fare la rockstar”.

Nata a Catania, il 4 settembre 1974 da Giuseppe, di origine siciliana e da Rosa, di origine veneta, si avvicina da bambina alla musica grazie al padre, appassionato sia di Domenico Modugno che dei cantanti black e blues, intraprendendo lo studio della chitarra.

Debuttato  a tredici anni  nei club di Catania,con i gruppi Iris Monday  e Moon Dog’s Party, esegue un repertorio rock e blues , interpretando brani di cantanti come: Tina Turner, Janis Joplin, Jimi Hendrix e B.B. King, senza però trascurare gli studi,infatti: si diploma come perito commerciale informatico.

Abbandonati i gruppi dell’esordio per la carriera da solista, all’inizio degli anni Novanta, si trasferisce a Roma, dove, notata dal giornalista e conduttore televisivo Michele Santoro, che la invita nella sua trasmissione Tempo Reale, in onda su Rai Tre, per partecipare a un tributo alla cantante Mia Martini, inizia a lavorare al suo primo disco e prende parte a “Battiato non Battiato”, tributo a Franco Battiato, di cui incide la canzone “L’animale”.

Nel 1995, arriva la svolta con la decisione di presentare al Festival di Sanremo, nella categoria Giovani, il brano: “Quello che sento”, per poi pubblicare l’album “Due parole”, contenente la canzone  “Amore di plastica”,  scritta con Mario Venuti e presentata in gara al “Festival della canzone” nel 1996, con cui riscuote un notevole successo radiofonico.

L’anno successivo, dopo aver aperto la tournée di Raf, partecipa di nuovo al Festival di Sanremo, questa volta nella categoria “Campioni”, con la canzone “Confusa e felice”, eliminata,ma presto rivelatasi  come successo di pubblico, anticipatore dell’album omonimo, aggiudicatosi in poche settimane il disco di platino.

Il 1998-1999 è l’anno del singolo “Mai come ieri”, cantato in duetto con Mario Venuti e dell’album “Mediamente isterica”, contenente brani rock come “Bésame Giuda”, posizionatosi al quarto posto della classifica italiana dei dischi più venduti e proclamato “disco d’oro”per le 80.000 copie vendute.

Partecipato al Concerto del 1°maggio, all’Heineken Jammin Festival e all’MTV Day, nel 2000, ritorna sul palco del Teatro Ariston con il brano “In bianco e nero”, preludio all’album “Stato di necessità”, rimasto per trentasei settimane  tra le prime cinquanta posizioni della classifica italiana dei dischi più venduti,anche grazie al singolo “Parole di burro”.

Realizzata la canzone “L’ultimo bacio”, colonna sonora dell’omonimo film di Gabriele Muccino, cui partecipa con un cameo e che si aggiudica il premio Nastro d’Argento e due Italian Music Award, pubblica un album in Francia e scrive per la cantautrice Paola Turci il brano “Saluto l’inverno”.

Esibitasi in concerto al Teatro Greco di Taormina, nell’ottobre 2002 dà alle stampe il disco “L’eccezione”, primo posto in classifica e doppio album di platino, in cui si mescolano sonorità rock, musica brasiliana ed elettronica e contenete i singoli di successo radiofonico: “Pioggia d’aprile” e “Fiori d’arancio”.

Vincitrice del Premio Lunezia e del Premio italiano della musica e, prima donna a tenere un concerto allo Stadio Olimpico di Roma, nel 2003, fonda l’etichetta discografica “Due parole”, poi divenuta “Narciso Records”.

Unica artista italiana a partecipare in Etiopia alle celebrazioni per l’anniversario della scomparsa di Bob Marley, nel 2005, scrive con Goran Brecovic la canzone colonna sonora omonima del film di Roberto Faenza “I giorni dell’abbandono”, candidata al premio David di Donatello.

Pubblicato nel 2006 il nuovo disco “Eva contro Eva” ,con il brano di punta “Signor Tentenna”,presentato al Festivalbar, ottiene il disco di platino e il Premio Carosone, per poi siglare un sodalizio con la regista teatrale Emma Dante, con cui collabora all’allestimento dei suoi concerti.

Nel 2008, curate le musiche della pellicola di Maria Sole Tognazzi,L’uomo che ama”,per la quale interpreta la canzone “Senza farsi male”, scritta da  Fabio Abate, duetta con Ornella Vanoni nella nuova versione del brano di quest’ultima “L’appuntamento”, parte della raccolta “Più di me” ,uscita per i cinquant’anni di carriera della cantante, e con Franco Battiato sulle note della canzone “Tutto l’universo obbedisce all’amore”, contenuta nell’album “Fleurs 2”.

Preso parte al progetto “Domani 21/04/2009”, per la popolazione de L’Aquila,colpita dal terremoto,e al concerto “Amiche per l’Abruzzo”, pubblica l’album “Elettra”, che contiene, tra le altre, la canzone “Mandaci una cartolina”, partecipa come ospite al Festival di Sanremo e vince (prima donna per la categoria “miglior album”) la Targa Tenco e  il Premio Amnesty Italia per il brano “Mio zio”.

Registrato il nuovo singolo “Guarda l’alba”, realizzato in collaborazione con il cantautore Tiziano Ferro, che anticipa il disco “Per niente stanca”, a seguire, pubblica l’inedito “AAA Cercasi” e prende parte alla 61° edizione del “Festival della canzone”, duettando con Luca Madonia e Franco Battiato nella canzone “L’alieno”.

Scritto per Nina Zilli il brano “Un’altra estate”, per il disco di quest’ultima “L’amore è femmina”, nel 2012 viene insignita del titolo di “Cavaliere dell’ordine al merito della Repubblica italiana” , decidendo poi di fermarsi per dedicarsi alla maternità: nel luglio del 2013, infatti, nasce il figlio Carlo Giuseppe.

Di nuovo sulla scena musicale con l’ottavo album della sua carriera “L’abitudine di tornare”, lanciata dal brano omonimo, supera le 25.000 copie vendute, toccando, con canzoni quali “La signora del quinto piano”, temi come la violenza di genere e ,nel 2016, dopo aver duettato con Giovanni Caccamo nella canzone “Resta con me”, è la prima donna a rivestire il ruolo di “Maestro concertante”del Festival salentino de La notte della Taranta.

Nel 2017, inciso con Tiziano Ferro il singolo “Il conforto” , inserito nel disco di quest’ultimo “Il mestiere della vita”, triplo album di platino, parte per il tour teatrale “Eco di sirene”, divenuto poi un disco dal vivo, contenente il singolo “Uomini topo”.

Preso parte al concerto per Amatrice e per i Comuni terremotati del Centro Italia, incide duetti ( con i Bandabardò, nel brano “Se mi rilasso collasso”, e con Levante ,nella canzone “Lo stretto necessario”) e parte per tournée in giro per l’Italia.

Nel 2020, divisasi tra l’interpretazione del brano “Coraggio,Onestà e Lealtà” , canzone  colonna sonora del film d’animazione “Mulan”, il duetto con “Colapesce e Dimartino” nel brano “Luna araba”e con Joe Barbieri ,nella canzone “In buone mani”, contenuta nell’album di quest’ultimo “Tratto da una storia vera”, annuncia il  concert-evento per festeggiare i venticinque anni di carriera da compiere nel 2021. L’agosto scorso, infatti, porta in scena lo spettacolo “25 anni mediamente isterici”.

 Pubblicato di recente il nuovo disco “Volevo fare la rockstar”, anticipato dal singolo “Una domenica al mare”, di sé ha detto: “Ho avuto un padre femminista che pensava che le donne avessero capacità superiori, enormi, capacità di fare molte cose contemporaneamente e farle tutte bene. Lui investì molto su di me, “ricordati ca tu si fimmina” mi diceva, per dirmi che potevo cantare e accordare ,mentre mi stavo esibendo e in effetti io lo faccio; mio padre votava le femmine, alle elezioni ,credeva nel potere delle donne, nel pensiero delle donne, nell’intelligenza delle donne, io, anche grazie a lui, ho potuto smettere di fare queste distinzioni: per me, non è un fatto di uomo o donna ,ma un fatto di educazione. A casa mia, la donna comandava: anzi, io comandavo, mia madre era proprio la regina ed era lei a scegliere come si spendeva il denaro, pure quello guadagnato da mio padre. Sono nata in una situazione capovolta e ho scoperto come andava il mondo fuori leggendolo, osservandolo e poi suonando.  A casa mia, essere donna non era l’impedimento, ma il lasciapassare: sei donna ,quindi, puoi farlo, tutto al contrario di com’era fuori. Se tutti seguissero l’esempio di mio padre, ci vorrebbero le quote azzurre e sarebbero gli uomini a portare il peso del peccato originale. Io, oggi, ho un’azienda unicamente composta da donne, conosco cosa vuol dire avere una donna incinta nel luogo di lavoro che hai creato, io le ho assunte tutte, abbiamo creato delle leggi particolari tra donne, ideato una sorta di asilo, uno spazio come quelli del nord Europa, con una persona, un’educatrice qualificata, che sta coi bambini, mentre noi lavoriamo, perché i nostri figli non devono essere mai privazioni quando vogliamo fare carriera”.