Mer. Feb 8th, 2023

NAPOLI è la capitale del sud, ed è proprio dalla città partenopea che parte un sud che ha bisogno di tutto. È inutile girarci intorno illudendo che tutto si sta muovendo. Non è vero. Il sud vive le stesse difficoltà di sempre. Le stesse che hanno messo in stand bay intere generazioni.

Il sud è stato abbandonato sia dalle istituzioni nazionali sia da quelle locali. L’irresponsabilità delle istituzioni locali è stata la prima causa di un malessere persistente. Nel 2016 il sud ha gli stessi problemi che aveva nel 1960. Un tempo lungo che non è riuscito a modificare le incongruenze che flettevano su un tessuto sociale che aveva bisogno di risposte.

Nessuno si è mai reso conto che il sud aveva tra le mani la possibilità per diventare migliore del nord Italia. Da una parte le istituzioni, dall’altra i cittadini, hanno contribuito a non far ripartire la macchina del turismo, unica vera industria capace di modificare tutto. Oggi come ieri, il sud ha bisogno di tutto. Ci vorranno anni per mettere in moto una macchina che ha tutte le parti da cambiare. Il motore portante del sud è il mare. Ma questo motore lascia la macchina sempre in panne, perché ha bisogno di una manutenzione costante, o meglio, sarebbe da rifare nuovo.

Al sud ci sono troppi problemi: mafie, lavoro, disoccupazione giovanile sono i tre punti più importanti da risolvere. Ma ancora oggi le mafie sono forti, il lavoro è una chimera, e la disoccupazione giovanile non si può più trascurare. Il modo per cambiare le cose c’è, basta solo volerlo.

Sempre più convinti che il malessere del sud è voluto. Se esiste un’aria di una nazione in sofferenza, essa diventa la forza elettorale della politica. È dal dopoguerra che le cose vanno così. Mentre al nord hanno costruito tutto, al sud hanno ulteriormente demolito le cose belle che c’erano. Ma siamo giunti al capolinea, una svolta deve esserci. Il sud sta morendo lentamente, e la sofferenza è silenziosa, quasi ci si adatta alle condizioni di vita in cui si è costretti a vivere. Oramai non reagisce più nessuno. Si attende la fine in silenzio, ma questo modus operandi non è certamente quello che le future generazioni sognano per il loro futuro.