Lun. Gen 30th, 2023

ROMA – il lavoro vero non esiste più, e nonostante c’è chi lavora, ci sono ben 4,5 milioni di lavoratori sulla soglia della povertà. Non riescono a sfondare il lunario poiché quello che oggi viene considerato lavoro non è altro che sottopagato e ridotto in schiavitù. È il nuovo allarme lanciato dalla Cgil: in Italia ci sono 4,5 milioni di occupati a disagio a causa di part-time imposti e del lavoro a tempo determinato. Una denuncia rilanciata anche da uno studio di Censis e Confcooperative, che indica in 2 milioni 700 mila i lavoratori, complessivamente, a rischio povertà.

Più lavoro nero, così il sommerso ha fatto cassa con la crisi: oltre 3,3 milioni i lavoratori vessati in tutti i settori produttivi del Paese. Il salario medio orario scende da 16 euro a 8. Evasione tributaria e contributiva a quota 107,7 miliardi, quattro volte la manovra approvata il mese scorso – spiega Confcooperative.

È così che in Italia l’economia sommersa ha sfruttato la crisi stringendo nella sua morsa la parte più esposta e meno difesa: i lavoratori che ag causa della difficoltà hanno accettato un lavoro a ogni costo. Nel periodo 2012-2015, mentre l’occupazione regolare si è ridotta del 2,1%, l’occupazione irregolare è aumentata del 6,3%, portando cosi a oltre 3,3 milioni i lavoratori che vivono in questo cono d’ombra non monitorato.

Le imprese che ricorrono al lavoro irregolare riducono il costo del lavoro di oltre il 50% mettendo spesso fuori mercato le aziende che operano nella legalità. Mettono una grave ipoteca sul futuro dei lavoratori lasciandoli privi delle coperture previdenziali, assistenziali e sanitarie per un’evasione contributiva pari a 10,7 miliardi. Mentre 97 sono riconducibili all’evasione tributaria. I dati allarmanti emergono dal focus Censis – Confcooperative “Negato, irregolare, sommerso: il lato oscuro del lavoro” presentato a Roma.

«Attraverso questo focus – dice Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative – denunciamo ancora una volta e diciamo basta a chi ottiene vantaggio competitivo attraverso il taglio irregolare del costo del lavoro che vuol dire diritti negati e lavoratori sfruttati. Se le false cooperative sfruttano oltre 100.000 lavoratori, qui fotografiamo un’area grigia molto più ampia che interessa le tantissime false imprese di tutti settori produttivi che offrono lavoro irregolare e sommerso a oltre 3,3 milioni di persone».

Fra le voci più rilevanti dell’evasione si distingue quella relativa all’Iva che sfiora i 36 miliardi di euro e quella da mancato gettito dell’Irpef derivante da lavoro e impresa, pari a 35 miliardi di euro. La sola Irap fa registrare una mancata contribuzione di 8,5 miliardi. Il mancato versamento dei contributi risulta pari a 2,5 miliardi per il lavoratore dipendente e a 8,2 per il datore di lavoro.