Ven. Ago 19th, 2022

PARETE – La manifestazione politica che si è tenuta ieri mattina nel palazzo ducale di Parete ha visto la partecipazione di tutti gli attivisti della regione Campania del M5S. È stata una bella manifestazione di confronto, ed ha dato anche lustro al paese con la presenza di numerose persone che hanno affollato il Palazzo Ducale e le vie cittadine.

Però il movimento uscito all’indomani del vaffa day di Bologna, quello che diede vita poi al Movimento Cinque Stelle, non esiste più. Quel giorno dal palco di Bologna iniziava un percorso di odio verso la vecchia classe politica. Per Grillo fomentare l’odio nei confronti dei vecchi politici era l’unica strada per convincere gli italiani a cambiare rotta. Su quel palco salì pure l’unico politico che era vicino a Grillo, Antonio Di Pietro, simbolo della legalità, che diede una mano a Grillo a fomentare odio. Solo che poi Di Pietro, che a quell’epoca aveva già un partito che si aggirava intorno all’8% di consensi, è stato cacciato fuori dal parlamento italiano.

Sin dalla sua nascita il movimento ha fatto del suo ideale “uno vale uno”. È stato un motto forte per convincere le persone ad avvicinarsi al movimento. Ma come sempre avviene in politica: il potere logora. Questo concetto dell’uno vale uno ieri è stato spazzato via durante l’assemblea regionale. Molta rabbia da parte degli attivisti nei confronti dei vertici del movimento. Attivisti locali che oggi guardano con i propri occhi ciò che sta avvenendo all’interno del movimento. Nulla di diverso da quello che hanno fatto i vecchi partiti. Incarichi a go go a tutti gli amici e compagni di merenda delle scuole materne. Senza uno straccio di valutazione meritocratica di chi dovrebbe affiancare i parlamentari o consiglieri regionali e europarlamentari. Basta solo guardare cosa è successo con Casalino, per capire che il vecchio movimento è già andato in soffitta. Ora c’è un movimento che lentamente svilupperà divisioni che lo porteranno a spaccarsi in due tronconi, e prima della fine dei cinque anni di governo le fuoriuscite saranno tantissime.

Infatti nel movimento vige la regola dei due mandati. Qualora i capi del movimento Grillo-Casalageggio non cambiano questa regola, significa che gente come Di Maio, Fico, Toninelli, e tutti quelli che hanno estinto i loro mandati, devono uscire dalla scena politica. L’ingenuità è quella che frega, per fortuna non tutti. Nasceranno tanti piccoli movimenti con sigle diverse, oppure ci sarà chi chiederà di entrare nei vecchi partiti, perché escludo che questi soggetti usciranno dalla scena politica. A meno che i capi, per evitare forti spaccature, non decidono di cambiare la regola e portarla a cinque anni di mandato.

Tutto quello descritto è il sentimento che si respirava all’interno dell’assemblea regionale. Di attivisti incazzi neri ce n’erano tantissimi. A chiudere la delicata giornata è stato un’attivista di Giugliano, che senza peli sulla lingua, e con grande coraggio, ha cantato corna a destra e a sinistra dicendo sante verità su quello che è oggi il movimento cinque stelle. Sono state parole di verità, che ormai convincono anche gli elettori: il movimento nei sondaggi viaggia intorno al 28%, mentre la Lega intorno al 35%, segno che gli elettori italiani stanno già cambiando opinione nei confronti del M5S di marca governativa.